CORONAVIRUS

Coronavirus ad Ariano, l'ira di De Luca:
«Atti irresponsabili, informata la Procura»

Sabato 23 Maggio 2020 di Gianni Colucci

Una festa a Villanova del Battista entra nel novero dei focolai infettivi sviluppatisi ad Ariano Irpino dal 23 febbraio in poi. Lo svela il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso della sua diretta Facebook del venerdì.

La ricostruzione di De Luca è nota da tempo, da un mese la procura di Benevento ha aperto un'inchiesta coordinata dal procuratore Aldo Policastro. L'inchiesta per epidemia colposa riguarda proprio i comportamenti che De Luca ha denunciato ieri sui social.

Ma De Luca è tranchant proprio su quelli che ritiene siano stati atteggiamenti della popolazione che abbiano favorito il contagio.

«Si è verificata una successione di comportamenti irresponsabili per i quali abbiamo interessato la magistratura perchè hanno determinato un danno immenso», ha spiegato in sui social. 
 


Una ricostruzione che il Mattino da settimane ha potuto documentare con testimonianze, raccolte dagli stessi operatori del servizio epidemiologico dell'Asl. La ricostruzione del perimetro del contagio, nel percorso a ritroso, ha di fatto individuato i focolai di contagio. L'ospedale Frangipane, la residenza per anziani Minerva, quindi la festa privata a Villamaina e quella dell'asilo annesso al seminario, cioè l'istituto religioso al centro di Ariano. Tra il 20 e il 23 febbraio feste private in occasione del carnevale sono state le principali occasioni di contagio. Poi a raddoppiare l'effetto hanno provveduto sia gli accessi improvvidi all'ospedale Frangipane che alla residenza per anziani.

Tutti capitoli dell'inchiesta del procuratore Policastro.
Tutti passaggi di una vicenda drammatica che ha segnato e continua a segnare la comunità come ad esempio le morti del parroco della cattedrale e la madre superiora del convento di suorine-maestre.
Finache il vescovo Melillo ha dovuto fare un periodo di quarantena, quando il contagio si è capito che aveva avuto origine proprio nell'asilo.

Su questo mancato contenimento degli accessi e l'applicazione delle misure che pure erano state predisposte, la magistratura ha aperto l'inchiesta. Incredibile in particolare la vicenda del medico già con contagio e con la moglir febbricitante che ha infettato il pronto soccorso.

Sbotta De Luca: «Non sono consentite feste a casa. E che diavolo tutelate almeno i vostri padri, madri, figli altro che feste, festini, carnevale e pippe varie».

Chiama in causa il carnevale proprio perché ad inizio febbraio, ad Ariano Irpino, i contagi sono iniziati durante una «festa di carnevale organizzata da una scuola paritaria diretta da un ordine religioso con la partecipazione di oltre 200 persone». «Quella festa illegittima ha portato ad un contagio che ha coinvolto le suore, l'istituto scolastico e la curia - spiega De Luca - poi c'è stata una cerimonia familiare a Villanova del Battisto con altre 70 persone di 5 nuclei familiari che poi sono andati allegramente in giro». E continua nella ricostruzione in una spietata requisitoria: «Poi il gestore di un bar che è andato a Milano, è tornato a ha continuato a lavorare nel bar e poi un medico e la moglie positivi che sono andati allegramente in ospedale e poi in una struttura sanitaria privata, un centro di riabilitazione».

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E la reazione da Ariano non è mancata. «Si è parlato di un probabile principio di contagi risalenti a ben prima dell'istituzione del regime di zona rossa, e si è ringraziato gli arianesi per la partecipazione agli screening dei test sierologici - dice Enrico Franza ex sindaco di Ariano commentando De Luca - È mancata, tuttavia, la trama di questo racconto, fatta di senso di responsabilità dimostrato dalla stragrande maggioranza degli arianesi. Senso di responsabilità che ha fatto da contraltare a una gestione quantomai discutibile dell'emergenza sanitaria, Rinnovo l'invito al Presidente della Regione, perché venga qui e si confronti con quell'Ariano che non è stata raccontata». 

Ultimo aggiornamento: 08:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA