CORONAVIRUS

Covid ad Avellino, stop visite al Moscati:
ricoverata anche la mamma del 15enne

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Antonello Plati

In un Moscati da oggi chiuso alle visite esterne continuano purtroppo ad avvicendarsi di continuo ingressi ed uscite legate al virus.

È ricoverata nel Covid Hospital di contrada Amoretta anche la mamma (42 anni) del ragazzo di appena 15 anni di Avellino che martedì pomeriggio era arrivato in pronto soccorso per poi essere trasferito nella struttura dedicata ai contagiati. L'adolescente, il più giovane dall'inizio dell'emergenza sanitaria a essere ospedalizzato in Irpinia, era, come la mdre, già positivo al nuovo Coronavirus da alcuni giorni (contagiati anche il padre e il fratello che sono però in isolamento domiciliare). Quindi l'aggravarsi della sintomatologia, constatata dai sanitari del reparto di Emergenza, ne ha determinato il ricovero. Qualche ora dopo, sono peggiorate anche le condizioni della mamma. Adesso sono entrambi in un letto al primo piano della palazzina Alpi (in stanze separate) dove da aprile scorso è stato allestito il Covid Hospital.

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Oltre alla donna avellinese, ieri sono state ricoverate altre due persone: un uomo di 54 anni di Marzano di Nola e una 86enne di Nola (dirottata ad Avellino per l'indisponibilità delle strutture napoletane).

Dimesso, invece, un uomo 76 anni di Napoli: ancora positivo, è stato affidato all'Asl di competenza che ne ha disposto l'isolamento presso la sua abitazione.

Da registrare, purtroppo anche due decessi: un 56enne di Mirabella Eclano e un'anziana di 91 anni di Venticano. Entrambi presentavano un quadro clinico compromesso da altre patologie. In questo momento, sono 47 i degenti Covid presenti nella città ospedaliera: 39 sono nel Covid Hospital (3 dei quali intubati in terapia intensiva), 8 nel reparto di Malattie infettive. In attesa dell'attivazione dei nuovi posti letto, come disposto dall'Unità di crisi regionale, ne restano liberi 10 (7 di terapia intensiva e 3 di degenza).

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Da oggi, quindi, stop all'accesso dei visitatori alla città ospedaliera e al plesso Landolfi di Solofra. Alla luce dell'aumento del numero di nuovi casi di Covid-19 nella regione Campania e nella nostra provincia, la direzione sanitaria dell'Azienda ha ritenuto necessario disporre temporaneamente, a decorrere da oggi, il divieto di accesso in tutte le Unità operative ai parenti e ai visitatori dei degenti. Un referente individuato per ciascun reparto provvederà a informare telefonicamente i familiari sullo stato di salute dei ricoverati. In ogni caso, sarà a disposizione degli utenti interessati un numero di telefono dedicato per ogni reparto, attivo tutti i giorni, dalle 13 alle 14,30, fatta eccezione per le seguenti Unità operative, che hanno indicato una diversa fascia oraria: Medicina d'Urgenza (14,30-15,30), Ortopedia e Traumatologia (13,30-14,30), Cardioanestesia (18-19), Chirurgia Vascolare (15-17) e Chirurgia d'Urgenza (17-19).

Inoltre, da questa sulla home page del sito internet del Moscati (www.aosgmoscati.av.it) sarà presente un elenco dettagliato di tutte le Unità operative con l'indicazione dei numeri telefonici di riferimento e delle fasce orarie in cui eventualmente chiamare.

Sospese da lunedì scorso anche le prestazioni differibili: garantiti solo i ricoveri urgenti e quelli programmati per pazienti oncologici, medici e chirurgici. Mentre nella specialistica lo stop non riguarda la dialisi, la radioterapia e le prestazioni oncologiche e chemioterapiche. La decisione è dell'Unità di crisi regionale che sabato scorso ha trasmesso la disposizione ai direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere della Campania. Il timore per le ricadute sull'assistenza ospedaliera, ha determinato anche la necessità di garantire la disponibilità di un numero congruo di posti letto per degenti Covid sia nella degenza ordinaria sia in terapia intensiva e semintensiva. 

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Nella nostra provincia, complessivamente, entro la fine del mese dovranno essere 161, dei quali 33 di terapia intensiva. Di questi 103 all'Azienda ospedaliera Moscati (20 di terapia intensiva, 38 di semintensiva e 45 ordinari) e 58 (13 di intensiva, 15 di semintensiva e 30 ordinari) tra gli ospedali di Ariano Irpino e Sant'Angelo del Lombardi.

In tutta la Campania curarsi risulta difficile a causa delle carenze di personale dovute ai tagli in organico e al blocco delle assunzioni imposto per tanti, troppi anni- A indicare quanti operatori servono e al momento mancano è il governatore Vincenzo De Luca, che afferma: «Abbiamo chiesto alla Protezione civile 600 medici e 800 infermieri. Ad oggi abbiamo avuto l'assicurazione che invieranno 50 medici e 100 infermieri. Quindi, siamo clamorosamente al di sotto delle esigenze minime poste dalla regione».

Ultimo aggiornamento: 19:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA