Covid ad Avellino: vaccini e code,
la rabbia di consumatori e sindaci

Venerdì 26 Novembre 2021
Covid ad Avellino: vaccini e code, la rabbia di consumatori e sindaci

Non sono bastate le rassicurazioni della manager dell'Asl Maria Morgante: «Sulla campagna vaccinale, abbiamo fatto un lavoro enorme fino a oggi e siamo pronti a continuare su questa strada». E nemmeno sembrano soddisfacenti i primi correttivi (pochi per la verità) apportati all'organizzazione degli hub con qualche sede in più aperta e orario prolungato (dalle 8 alle 20) ad Avellino e Ariano.

Federconsumatori è sul piede di guerra e chiede l'intervento del prefetto Paola Spena, mentre i sindaci di Sant'Angelo dei Lombardi, Marco Marandino, Monteforte, Costatino Giordano, e Montella, Rizieri Buonapane, sollecitano la riapertura dei centri vaccinali. Il responsabile provinciale dell'associazione dei consumatori Fiorentino Lieto ci va giù duro: «Il disastroso spettacolo offerto dal centro di vaccinazione del PalaDelMauro di Avellino, organizzato dall'Asl di Avellino, è l'ennesima palese manifestazione dell'incapacità gestionale degli attuali dirigenti responsabili della sanità Irpina».

Entrando nel merito di quanto successo da lunedì scorso: «Al palazzetto dello sport è stato offerto di tutto e di più: mancanza di rispetto per il cittadino-utente; scarsissima considerazione per gli anziani e per i diversamente abili; ma anche per tutti coloro che siano stati mossi dal bisogno di vaccinarsi per la loro sicurezza e per senso di responsabilità nei confronti del prossimo». Il riferimento di Lieto è alla lunghe file con attese di oltre 3 ore per fare l'iniezione (con conseguenti assembramenti), all'assenza di sedute esterne e alla carenza di servizi igienici. Ma anche al fatto di non aver previsto corsie preferenziali per anziani e disabili. «Quella dell'Asl è stata una decisione folle e insensata. È assurdo voler concentrare presso l'unico centro vaccinale del PalaDelMauro un potenziale bacino di oltre centomila utenti ovvero quelli afferenti ai distretti sanitari di Avellino, Atripalda, Mercogliano e Monteforte. Il cui risultato è stato quello di vedere un enorme assembramento di persone, a dispetto del distanziamento anticontagio; la sofferenza degli anziani sofferenti in attesa, in precarie condizioni con estremo disagio». 

Con una nota diffusa nella giornata di mercoledì, la manager Morgante si è giustificata: «La liberalizzazione dell'accesso alla terza dose e la ripresa degli accessi ai centri vaccinali ha reso necessario il potenziamento dei centri vaccinali attivi». Ma Federconsumatori non ci sta. E chiede: «Per quale motivo la dirigenza dell'Asl non ha avuto la lucidità di organizzare la campagna di somministrazione della terza dose di vaccinazione con l'apertura di più centri? Perché è stata bloccata l'attività alla Caserma Berardi, punto agevole, spazioso e dimostratosi efficiente? Al centro vaccinale di via Aldo Moro di Monteforte altrettanto efficace e facilmente raggiungibile da una vasta area di utenza? E lo stesso dicasi per il centro di Mercogliano».

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Rimane, alla Federconsumatori, «il sospetto che a motivazione di tanta sciagurata impresa ci sia il solito leitmotiv: il taglio del servizio pubblico finalizzato al risparmio della spesa. Non intendiamo malignare che si intenda spingere e costringere i cittadini a ricorrere a vaccinarsi presso laboratori privati convenzionati con l'Asl. Ma a pensare male spesso ci si azzecca».

Vedremo come andrà a finire. Intanto, Lieto aggiunge: «Se ciò dovesse verificarsi significherebbe conseguire il profitto dopo aver creato il clima di paura e di allarme. Lo escludiamo, volendo ancora confidare sul senso etico e morale dei nostri governanti e dirigenti regionale». Quindi la richiesta di intervento: «Richiamiamo e confidiamo che sulla intera vicenda ci sia un intervento autorevole anche del Prefetto di Avellino, Paola Spena, trattandosi di salvaguardare la sicurezza pubblica e la necessità far rispettare i diritti la dignità dei cittadini».
Non solo. Sul piede di guerra ci sono i sindaci. Marco Marandino, fascia di Sant'Angelo dei Lombardi e presidente del comitato dei sindaci Asl, chiede «il rapido ripristino di tutti i centri vaccinali in Irpinia». Allo stesso modo il sindaco di Monteforte Costantino Giordano, vuole «soluzioni ad horas: basta pellegrinaggi fuori comune per potersi vaccinare. Le direttive nazionali sono chiare: si deve accelerare con la campagna vaccinale, non si possono teneri chiusi gli hub». Gli fa eco Buonopane a Montella: «Ho chiesto All'Asl di verificare la possibilità di fissare più giorni di apertura del nostro centro vaccinale».
 

Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 20:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA