Covid, focolaio ad Ariano Irpino:
positivo il vescovo, in quarantena 18 preti

Lunedì 15 Novembre 2021 di Gianluca Galasso
Covid, focolaio ad Ariano Irpino: positivo il vescovo, in quarantena 18 preti

Ritiro spirituale in Toscana, con la conseguenza del contagio da Covid, per i sacerdoti della Diocesi di Ariano Irpino. Risultato positivo il vescovo Sergio Melillo e il parroco di Flumeri e Trevico, don Claudio Lettieri. Saltate le celebrazioni di diverse messe della domenica nell'Arianese. Sono in tutto 18 i preti in quarantena, ma che non sono stati direttamente infettati dal Covid. Difficoltà per le attività pastorali, comunque, ci saranno almeno fino al prossimo venerdì: entro quella data verrà effettuato un ciclo di tamponi di controllo da parte dell'Asl di Avellino a cui saranno sottoposti tutti gli interessati.

I problemi si sono registrati nel corso di un viaggio in Toscana, ad Arezzo, presso l'Eremo di Camaldoli, dove i religiosi della Diocesi Ariano Irpino-Lacedonia si erano recati per un ritiro di preghiera. Il contagio sarebbe stato causato dal contatto con una persona del posto. Le verifiche successive hanno fatto emergere le positività del vescovo Melillo e del parroco: quest'ultimo è stato costretto prima a un breve ricovero ospedaliero in una struttura della provincia di Arezzo, per essere poi trasferito in un covid residence. Le condizioni di entrambi, comunque, sono buone. I due religiosi, tra l'altro, risultano vaccinati. Lo scudo del siero antivirus sta funzionando per bloccare lo sviluppo della malattia in forma più severa. Il vescovo ha scritto ai sacerdoti della Diocesi per invitarli alla preghiera e sollecitare le comunità alla massima prudenza per scongiurare ulteriori rischi. È necessario, infatti, realizzare un quadro quanto più possibile completo dei contatti ed evitare ogni possibile ulteriore diffusione del virus. Il responso dei test molecolari dell'Azienda sanitaria avellinese dirà se il problema è alle spalle o qualche altra persona sia stata contagiata.

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Il vescovo Melillo, come riferiscono i suoi più stretti collaboratori, appare sereno, anche se dispiaciuto per il rinvio di alcune iniziative già programmate. Per la seconda città della provincia di Avellino, la positività al Covid-19 del vescovo porta indietro di mesi le lancette della pandemia, con la paura che si diffonde in ambito ecclesiastico. Lo scorso maggio, la comunità del Tricolle aveva pianto la scomparsa causata dal nuovo Coronavirus di don Luigino Garosio, 73 anni, moderatore generale dei Silenziosi operai della Croce, che agiva nella sede locale del Centro volontari della sofferenza. Nel 2020, poi, il Covid-19 aveva ucciso l'85enne, don Antonio Di Stasio, sempre della Diocesi Ariano-Lacedonia. Qualche giorno dopo c'era stata la dipartita di Antonietta Scaperrotta, nota a tutti come suor Emilia. Fu il periodo più difficile per Ariano Irpino, prima realtà indicata come zona rossa della Campania per lo tsunami di contagi registrato. Decine di morti, focolai in ospedale (come anche nei giorni scorsi in Neurologia) e in una casa di riposo. Successivamente, la città diventò laboratorio per studiare l'evoluzione del virus con lo studio di siero-prevalenza sulla popolazione. Uno screening unico nel suo genere organizzato dalla Regione Campania con l'Istituto zooprofilattico sperimentale per il mezzogiorno, guidato dal direttore generale Antonio Limone. Sottoposti a controllo 13.444 cittadini, su un totale di poco più di 17mila abitanti effettivi. «Questo screening di massa . fece notare il governatore Vincenzo De Luca - consente di spegnere per sempre il focolaio di Ariano e di garantire la tutela della salute e la serenità di vita per tutta la popolazione. Va aggiunto che per l'importanza di questo test, per l'uso di tecnologie più sofisticate e per la sua dimensione di massa, è un'esperienza di grandissimo valore scientifico che sarà messa a disposizione di tutto il Paese».

Ieri, in tutte le chiese, i fedeli hanno pregato per il vescovo e per i sacerdoti in quarantena.

Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 07:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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