Covid, scontro surreale sul residence a Montella

Venerdì 21 Gennaio 2022 di Paola De Stasio
Covid, scontro surreale sul residence a Montella

L'Asl ha disposto la riapertura del Covid Residence tra le mura del convento di San Francesco a Folloni di Montella.
Data la location mistica, si potrebbe pensare che il tutto sia avvenuto in un clima di grande serenità. Niente affatto. Neppure l'emergenza sanitaria provocata dalla pandemia ha fatto sotterrare l'ascia di guerra, rimangono le controversie: un contenzioso tra Comune e Ordine dei Frati Minori sulla proprietà della struttura ed una belligeranza a colpi di serrature cambiate tra Asl e francescani.

Lo staff dell'Azienda sanitaria mercoledì ha ripreso possesso dello stabile alla presenza di un tecnico del Comune di Montella e della polizia municipale. Questa operazione ha di nuovo aizzato gli animi di coloro che sono contrari alla struttura sanitaria nel complesso conventuale, pertanto la vicenda diventa terreno fertile per uno scontro più politico che spirituale. L'ex sindaco Ferruccio Capone ed il presidente della Misericordia, Flavio Lombardi hanno colto l'occasione per criticare le modalità della procedura. «I frati sono stati cacciati, hanno dovuto lasciare le loro celle e andare a dormire in un bed and breakfast nelle vicinanze. Sono modi che non si possono tollerare afferma Ferruccio Capone li hanno fatti uscire dalle loro stanze con l'inganno, e nel frattempo sono state cambiate pure le serrature. Tutto ciò si è consumato senza un preavviso, senza che nessuno li avesse informati. Il convento di San Francesco a Folloni è un punto di riferimento per tutta l'Alta Valle del Calore, i francescani sono parte integrante della storia delle nostre comunità, non possiamo tollerare che siano trattati in questo modo». Capone aggiunge: «I frati sono anche disposti a concedere la struttura per l'emergenza sanitaria causata dalla pandemia, ma senza prevaricazioni ed atti di prepotenza. In questa vicenda avrebbe dovuto prevalere il dialogo, che purtroppo è mancato».

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L'amministrazione di Montella guidata da Rino Buonopane risponde a tono: «Circolano ricostruzioni in malafede degli avvenimenti, diffuse strumentalmente al solo fine di creare nell'opinione pubblica un caso non corrispondente alla realtà dei fatti, riteniamo che la decisione assunta dell'Asl sia quanto mai necessaria ai fini della tutela della salute pubblica in un momento in cui, di giorno in giorno, aumentano i contagi. È una scelta che il Comune di Montella ritiene opportuna, considerato l'innegabile beneficio che tutto il territorio trae dalla presenza del Covid residence a Montella. Il servizio offerto dall'Asl rimane, infatti, un aiuto fondamentale, anzi indispensabile per tutti quei cittadini colpiti dal Covid che non hanno la possibilità di isolarsi dal resto dei propri familiari durante la quarantena. Il Covid residence di Montella può continuare ad offrire un servizio sanitario gratuito, efficiente ed efficace, nonché sicuro, ai pazienti Covid e le cure più adatte fino alla completa guarigione. La tutela della salute pubblica rimane un obiettivo che tutti , ciascuno per la propria parte di competenza , dovremmo fare nostro e su cui responsabilmente convergere».

Da fonti Asl sul caso trapela poi che «non c'è stato nessun atto di prepotenza, le serrature sono state cambiate perché i frati, dopo la chiusura del Covid residence in estate, avevano provveduto a sostituirle, senza avvertire l'Azienda sanitaria. Nessuno li ha cacciati, sono stati loro che hanno deciso di lasciare subito quelle stanze del Covid residence che occupavano momentaneamente poiché nel vecchio convento sono in corso lavori di manutenzione».

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