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Sit-in di protesta davanti al Comune
«A voi l'aumento, a noi la FesTax»

Venerdì 10 Giugno 2022
Sit-in di protesta davanti al Comune «A voi l'aumento, a noi la FesTax»

«A voi l'aumento e a noi la «FesTax», fuori le mani dalle nostre tasche». All'esterno dell'aula consiliare prende forma il dissenso contro i rincari appena disposti in questo caso per l'Irpef e si consolida un fronte progressista che chiede esplicitamente l'alternativa all'amministrazione Festa. Il messaggio campeggia sui cartelli anche sugli spalti. Non c'è solo «App», l'associazione che esprime in aula il consigliere Francesco Iandolo e che ha organizzato il sit in. Si associano ben presto «Controvento», con il presidente Generoso Picone, il comitato «Indignati anche tu per Avellino», con Rita Cesta, e, per il Movimento Cinque Stelle, il consigliere Ferdinando Picariello. I cartelli ammiccano all'aumento delle indennità della giunta Festa, stabilito mesi fa grazie a una norma dello Stato, e all'innalzamento oltre la soglia massima (dallo 0,80 all'1) dell'Irpef appena deciso per il Patto col Governo. Ma c'è molto altro: «Da 3 anni, ci scontriamo col muro di gomma di un'amministrazione che non si rapporta più ai cittadini. - dice il rappresentante di «App», Andrea D'Alessandro - Non si può aumentare un tributo nella misura del 20 per cento senza spiegarlo alla città. L'alternativa sarebbe lasciare l'aumento ma solo sui redditi alti». In aula, Iandolo riporta alcuni dati chiari. «A versare l'Irpef nel 2021 sono stati 19.760 contribuenti, per 5,2 milioni, con una media di 264 euro annui. Un milione spiega - proviene da chi ha redditi superiori ai 55.000 euro, 2,7 dai ceti medi, essenzialmente lavoratori e pensionati tra i 26,000 e i 55.000 euro. Si tratta della maggior parte dei contribuenti avellinesi, 9.710 persone. Circa 1 milione lo preleviamo dai redditi degli 8.286 residenti con reddito tra 15 e 26mila euro».

Dunque, esiste un rischio: «Il Governo si appresta ad eliminare, nella delega fiscale, le soglie di esenzione dell'Irpef. Se succederà avverte Iandolo - tutti gli avellinesi si troveranno a pagare oltre il massimo». Così annuncia un ordine del giorno per «rivisitare gli scaglioni sugli aumenti dell'Irpef». Chiama esplicitamente l'alternativa, per «Controvento», il presidente Picone: «Questa ormai è una citta che sta morendo, non ha più nessuna attrattiva, ma mi riferisco ai turisti ma a chi ci abita. E' anche su questo che si stabilisce il patto che tiene insieme una comunità, sulle tasse e sulla prospettiva. prosegue - Per questo siamo critici e pessimisti, bisogna muoversi per proporre una seria alternativa a questa amministrazione e a questa politica. Ormai siamo chiusi in una dimensione arcaica». Non prende parte al sit in ma è da anni in prim alinea nel passare al setaccio i conti del Comune, il capogruppo di «La Svolta», Dino Preziosi, avverte che «il Comune porterà l'Irpef oltre il massimo non in cambio di soldi, bensì per la sospensione biennale della valutazione della Corte dei conti sul piano di riequilibrio». «Ci si è buttato a pesce. denuncia Perché rispetto agli obiettivi che Cuzzola ci ha sempre propagandato in aula siamo al libro di sogni. Ma ora siamo commissariati dal Governo. E la verità è che ogni nuovo nato di Avellino si intesta un debito di 700 euro. Una vergogna».
m. s.
 

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