Diplomi falsi, c'è un altro indagato:
perquisizioni in tutta la Campania

Sabato 2 Giugno 2018 di Alessandra Montalbetti
Inchiesta sui diplomi falsi, sale a sei il numero degli indagati. Ieri, nuova ondata di perquisizioni effettuate dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Avellino alla ricerca di materiale cartaceo e digitale compromettente e comprovante gli illeciti, così come sostenuto dagli inquirenti. Al termine delle perquisizioni - effettuate contemporaneamente a Napoli, nella sua abitazione e negli uffici di Avellino dove presta servizio - è stato iscritto nel registro degli indagati anche un altro dipendente pubblico. Gli inquirenti hanno consegnato un avviso di garanzia a C.E., 60enne originario di Pratola Serra, in quanto, ad avviso degli investigatori, avrebbe ricoperto un ruolo nella vendita di titoli falsi, acquistati a cifre irrisorie da coloro che volevano scalare le graduatorie del personale Ata e trovare celermente un impiego nelle scuole. Perquisizioni che arrivano dopo la firma da parte del gip del tribunale di Avellino, Vincenzo Landolfi, della proroga per le indagini, per altri sei mesi, così come richiesto dal pubblico ministero Antonella Salvatore. Al momento gli indagati complessivamente sono: F.R. 40enne di Carife, S.P. 62enne applicato di segreteria del diplomificio di Chiusano san Domenico, M.G.P 40enne di Avellino e C.E di Pratola Serra.
 
Intanto le indagini continuano anche nei confronti di Antonio Perillo e Biagio Amato, per i quali il prossimo 20 giugno inizierà il processo dinanzi al giudice del tribunale di Avellino, Roberto Melone dopo la richiesta di giudizio immediato.

L'inchiesta fu avviata, nell'ottobre scorso, dopo la denuncia di una finta studentessa alla quale A. P., ex collaboratore della Cisl avrebbe così come dimostrano le registrazioni audio e video effettuate dal tg satirico Striscia la Notizia chiesto 2300 euro per ottenere un diploma facile e una certificazione informatica in tempi celeri, scavalcando così l'iter previsto per accedere alle graduatorie per le supplenze. I tre, ad avviso degli inquirenti, avrebbero tutti collaborato con A.P. al fine di produrre titoli falsi che l'ex collaboratore della Cisl di Avellino vendeva. Ai tre gli inquirenti sarebbero giunti dopo aver attenzionato un diplomificio a Chiusano San Domenico dove, a loro avviso, venivano riprodotti i titoli falsi. A.P., stando al lavoro svolto dagli inquirenti, avrebbe continuato nella attività illecita anche dopo la denuncia dei fatti da parte di Striscia la Notizia e dopo la sua sospensione dal sindacato Cisl. Ipotesi avallata da alcune intercettazioni nelle quali l'indagato, finito agli arresti domiciliari, era infastidito dall'indagine. Infatti il collaboratore esterno della Cisl considerava l'inchiesta «una gran seccatura» che gli «faceva perdere un sacco di soldi in quanto i clienti non andavano a ritirare i titoli». Dall'inchiesta condotta dai carabinieri del comando provinciale di Avellino sarebbe emerso che l'indagato avrebbe intascato soldi in cambio di false attestazioni utili a conseguire un maggior punteggio nei concorsi indetti dal ministero dell'Istruzione e riservati al personale amministrativo. Ultimo aggiornamento: 10:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA