Diplomi falsi in Campania,
ex collaboratore Cisl resta ai domiciliari

di Alessandra Montalbetti

Diplomi falsi: annullate le misure cautelari per Ernesto Capone, funzionario del provveditorato di Avellino e Michele Listo (sottoposti entrambi all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria). Mentre restano agli arresti domiciliari Antonio Perillo, ex collaboratore della Cisl, e Luigi Fabio Monaco.

I due per i quali sono stati accolti i ricorsi davanti al Tribunale del riesame, già ad avviso degli inquirenti - difesi dall'avvocato Michele D'Agnese - avrebbero svolto il ruolo marginale, di intermediari tra gli interessati al concorso e gli istituti accreditati al rilascio dei titoli e lo stesso giudice delle indagini preliminari nell'ordinanza ha sostenuto che non che non erano in grado di reiterare autonomamente le condotte contestate. Mentre Biagio Amato (rappresentante legale del Campus Academy, assolto in primo grado dal tribunale di Avellino per un episodio analogo e sottoposto agli arresti domiciliari nel secondo filone d'inchiesta sui certificati falsi) comparirà davanti al Tribunale del Riesame il 12 febbraio prossimo quando i suoi avvocati Giuseppe Saccone e Gerardo Di Martino discuteranno - 12esima sezione del tribunale partenopeo - il ricorso avverso la misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Avellino il 19 gennaio scorso.

Il Tribunale del riesame di Napoli ha rigettato i ricorsi discussi dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Gianfranco Iacobelli confermando la misura per Antonio Perillo (ex collaboratore Cisl e sottoposto agli arresti domiciliari, condannato in primo grado per un episodio analogo a quattro anni e sei mesi di reclusione).
Gli inquirenti contestano ai sei indagati finiti nel secondo filone d'indagini i reati di corruzione per atti contrari ai propri doveri d'ufficio e falsità materiale ed ideologica commessa da pubblico ufficiale, questi a vario titolo i reati in concorso, continuati ed aggravati.

 

I sei raggiunti dalle misure sono coinvolti in un giro di compravendita di attestati falsi. Le indagini, che si sono protratte per diversi mesi, costituiscono uno stralcio di una precedente attività investigativa che già nel gennaio 2018 aveva portato all'arresto di Antonio Perillo per un analogo episodio corruttivo. Gli inquirenti, nell'attività investigativa, hanno effettuato numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali.

L'inchiesta ha portato alla luce un sistema rodato per ottenere diplomi e attestati senza frequentare i corsi, ma pagando un compenso che andava dai 2000 ai 3000 euro, anche se negli ultimi mesi come si evince dall'ordinanza le cifre per ottenere i titoli si erano drasticamente ridotte (600-700 euro).

Infine gli inquirenti nel corso delle perquisizioni effettuate presso alcune scuole coinvolte nel giro di diplomi falsi, in particolare presso Campus Academy, hanno sequestrato un file excel con 21 nominativi. Tutti avevano conseguito l'attestato Eipass, e il gestore del file era Antonio Perillo così come evidenziato dal consulente informatico che ha coadiuvato i militari nella perquisizione. Le persone indicate sul documento digitale, ascoltate dalla polizia giudiziaria, hanno confermato successivamente di aver ricevuto titoli falsi.

Analoga situazione riscontrata anche presso l'istituto Mediaform di Acerra e presso il centro studi Fra Luigi Monaco: i 23 nominativi individuati nei fogli excel per il rilascio dell'attestato di dattilografia corrispondevano a quelli già ascoltati dagli inquirenti e che avevano confermato di aver ritirato certificati falsi.
Venerdì 8 Febbraio 2019, 10:38
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP