Centrodestra, ad Avellino
​Biancardi in pole per le primarie

Giovedì 21 Novembre 2019 di Edoardo Sirignano
L'Irpinia, in caso di primarie del centrodestra, ci sarà. E parteciperà con Domenico Biancardi. Il presidente della Provincia, qualora dovesse essere superata l'indicazione di Silvio Berlusconi sull'ex governatore Stefano Caldoro e se dovesse tornare sull'idea di indire una consultazione tra il popolo per scegliere il candidato apicale della coalizione formata da Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e civiche, dovrebbe entrare a far parte della rosa dei nomi che si contenderà il ruolo di aspirante governatore.

Lo stesso numero uno dell'ente di Piazza Libertà, infatti, seppure non in modo esplicito, conferma le indiscrezioni circolate già da qualche giorno: «Se dovesse passare l'idea delle primarie, l'Irpinia dovrà avere una propria candidatura e se per il Sannio si propone il sindaco di Benevento Clemente Mastella, anche questo territorio, sarà protagonista con un proprio rappresentante. A questo punto sarà necessario riunire quante più forze possibili, allargando anche il perimetro tradizionale e fare in modo che sia presa una decisione unanime per scegliere un candidato forte e competitivo. È chiaro che nel caso in cui dovesse essere proposto dagli amministratori il mio nome, valuterò il da farsi e non escludo di scendere in campo».

Un ruolo da protagonista, quindi, per Avellino nelle primarie del centrodestra, che starebbero tornando di attualità. «In queste ultime ore spiega Biancardi si starebbe allontanando l'ipotesi Stefano Caldoro, mentre si sta tornando a considerare quella relativa a Mara Carfagna. Qualora non dovesse esserci un accordo su queste due soluzioni, è chiaro che l'unica strada percorribile sarà chiamare il popolo e gli amministratori affinché scelgano un candidato realmente rappresentativo per la coalizione. È chiaro che l'Irpinia non si farà trovare impreparata». Biancardi, altresì, conferma quanto espresso sulle colonne del Mattino alcuni giorni fa: «Vogliamo essere protagonisti sin dalla realizzazione dei programmi. Soltanto così le aree interne potranno tornare a essere al centro. Pur se non si dovesse procedere con le primarie oppure qualora vinca un candidato diverso da quello indicato dall'Irpinia, troveremo, sin da subito, la soluzione per dire la nostra e non occupare un ruolo marginale». A sposare l'idea di Biancardi governatore è pure la Lega, tenendo conto che Pino Graziano, tra i massimi dirigenti provinciali del Carroccio ha indicato tale soluzione come «una buona strada per iniziare un nuovo corso». Favorevole anche il consigliere provinciale Marino Sarno, fedelissimo dell'ex deputato Angelo Antonio D'Agostino, che proprio su queste colonne aveva dichiarato come Biancardi rappresentasse un «profilo perfetto per guidare la Regione».

Intanto si tengono in preallarme i Popolari per l'Italia, guidati a livello regionale dall'irpino ed ex assessore provinciale Raffaele Lanni che al momento ha aderito alla proposta di rinnovamento lanciata dall'ex assessore regionale Severino Nappi, tra l'altro cugino proprio di Biancardi: «Idealità e pragmatismo sono le qualità indispensabili perché torni sulla scena una politica seria e attenta al destino di una generazione. Saremo presenti alle elezioni regionali con il nostro simbolo e siamo a disposizione già da subito per contribuire alla definizione di un programma che restituisca alla Campania un ruolo centrale nell'area euro-mediterranea».

Chi, invece, non è più con il partito fondato a livello nazionale dall'ex ministro Mario Mauro è il trevicano Giuseppe Solimene. Il sindacalista, infatti, sarà il nuovo coordinatore provinciale di Centro Democratico. L'ex assessore provinciale ha ricevuto il battesimo nel movimento guidato da Bruno Tabacci, che in una recente riunione regionale, ha blindato i nuovi vertici locali. Grandi manovre, quindi, in vista delle regionali, che vedranno l'Irpinia al centro e dove un'eventuale candidatura di un esponente locale come il presidente della Provincia Domenico Biancardi potrebbe essere in grado di determinare gli equilibri in quell'elettorato moderato, che al momento ancora non si è sbilanciato, probabilmente perché in attesa di un quadro più chiaro. «L'Irpinia sottolinea Biancardi non subirà decisioni calate dall'alto e sarà artefice del proprio destino». © RIPRODUZIONE RISERVATA