Estorsione e furti in Irpinia,
l'anno dell'impennata

Venerdì 21 Gennaio 2022 di Alessandra Montalbetti
Estorsione e furti in Irpinia, l'anno dell'impennata

Un anno all'insegna dell'aumento dei reati. Alla vigilia dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2022 del distretto di Corte di Appello di Napoli ecco il momento di riflessione sui numeri della giustizia nel distretto e in provincia di Avellino, che rappresenta un'occasione per fare un resoconto sulla presenza della criminalità.

In Irpinia il report sul 2021 appena trascorso fa registrare un aumento dei reati rispetto all'anno precedente del 5,08%, si passa da 4.977 a 5.295. In crescita i reati predatori, i furti balzano a ben 2.049 rispetto ai 1.968 dell'anno precedente. In crescita anche gli episodi di violenza sessuale: dai 21 episodi denunciati lo scorso anno si è passato a 26 nel 2021. In ascesa anche le estorsioni: da 73 ad 80 gli episodi denunciati nel corso del 2021.
Quanto all'attività svolta negli uffici giudiziari di Avellino, nel settore penale, nell'anno giudiziario 2020-2021 sono stati iscritti ben 7.857 procedimenti penali e ne sono stati definiti ben 8.190. Presso il giudice di pace di Avellino e del circondario sono stati iscritti 971 procedimenti penali e ne sono stati definiti 1.010.

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Una nota positiva messa in evidenza dal presidente della Corte di Appello di Napoli, attiene ai procedimenti collegiali nel settore penale. Considerando i singoli tribunali emerge che Avellino, unitamente a quello di Nola e Santa Maria Capua Vetere, ha portato a termine più procedimenti collegiali di quelli sopravvenuti. Inoltre il Tribunale di Avellino, anche nel settore penale dibattimentale monocratico, registra un indice di ricambio favorevole. Dunque un bilancio piuttosto positivo per il Tribunale del capoluogo, quello che emerge dai dati resi noti in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Inoltre i procedimenti contro noti definiti presso l'ufficio del Gip sono 4.805, di cui 3.927 con decreto di archiviazione, 177 con riti alternativi, 37 mediante decreti di condanna esecutivi, 664 con il rinvio a giudizio. In Procura sono stati iscritti 8506 reati ordinari contro noti e ne sono stati definiti 8.744. Nel settore dibattimentale i nuovi procedimenti penali iscritti nell'anno giudiziario 2021 sono 7.857, mentre quelli definiti sono 8.190. Ed ancora nel settore civile i nuovi procedimenti sopravvenuti sono 8.181, definiti 9.006 e i pendenti sono 11.629. Infine solo il 5,7% dei procedimenti in corso presso il Tribunale di Avellino sono stati definiti per intervenuta prescrizione nel dibattimento sia collegiale che monocratico. Mentre solo l'1,5% dei procedimenti dinanzi al Gip e lo 0,9% in fase di indagini sono stati definiti mediante prescrizione.

Il periodo di definizione media dei procedimenti presso il tribunale di Avellino, nel rito collegiale, è di circa 6 mesi dall'avvio del procedimento nel 13% dei casi. Tra sei mesi ed un anno il 5% dei procedimenti, tra uno e due anni il 23% dei procedimenti. In oltre due anni vengono definiti circa il 59% dei procedimenti. Nel rito monocratico l'11% dei procedimenti viene definito in 6 mesi, il 9% in un anno, in due anni il 32% e in oltre due anni il 48%. Ed ancora davanti al Gip vengono definiti entro 6 mesi dall'iscrizione dei procedimenti il 93%.

Intanto il presidente della Corte di Appello di Napoli, Giuseppe De Carolis Di Prossedi evidenzia il lavoro immane svolto dai giudici in secondo grado, dove ci sono solo una cinquantina di giudici in pieno organico, addirittura essendo sotto organico sono appena 39. «Tutte le sentenze che fanno i giudici penali del Distretto vanno a finire sulle spalle di 39 magistrati divisi in 13 collegi. È come se versassimo ogni anno damigiane in un bicchierino». Il procuratore generale Riello chiede infine «una cabina di regia contro la criminalità organizzata per arrivare attrezzati all'erogazione dei fondi del Pnrr per scongiurare la polverizzazione delle inchieste tra le varie procure e distrettualizzare i reati in modo da affrontare e aggredire la criminalità organizzata che ovviamente ha degli appetiti incredibilmente forti e famelici. Dobbiamo essere preparati per scongiurare che si ripeta quanto accaduto con i fondi del terremoto del 1980».
 

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