Faida di camorra ad Avellino,
in strada reparti speciali

Domenica 13 Settembre 2020 di Gianni Colucci

Carabinieri e polizia presidiano il territorio. Una rete di protezione intorno alla famiglia dell'omicida Gianluca Di Matola.

L'assassinio di Orazio De Paola potrebbe innescare una reazione da parte del clan dominante in Valle Caudina.

Il timore è che si sia alla vigilia di una nuova guerra di camorra. Localissima, limitata nel territorio, ma con obbiettivi abbastanza chiari e nitidi. San Martino in sostanza rischia di essere un fortino oltre che un bersaglio. Le forze dell'ordine, anche a seguito dell'analisi della situazione svolta al comitato rodine e sicurezza, stanno mettendo in atto una sofisticata azione di controllo del territorio.

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In Valle Caudina sono operativi il reparto prevenzione e crimine della Polizia di Stato e la Compagnia di intervento operativo del battaglione carabinieri di Napoli. Questi militari si riconoscono per la mimetica con basco di colore blu.

Decine di uomini che sono operativi per potenziare l'attività di controllo del territorio e fronteggiare, una situazione estremamente delicata come quella determinatasi dopo l'omicidio. I reparti supportano i comandi territoriali svolgendo pattugliamenti, posti di blocco e di controllo lungo gli assi viari, rastrellamenti di aree rurali e vigilanza mobile ad obiettivi particolarmente sensibili.

Dispongono di apparati radio Puma, visori notturni, metal detector, giubbetti e caschi antiproiettile, binocoli e complessi fotografici.
 

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L'attenzione massima è per l'incolumità dei cittadini, ma si intende anche anticipare qualsiasi mossa dei clan o comunque dei cani sciolti che potrebbero improvvisamente far scattare una faida.

Si allontana insomma la lettura che l'omicidio De Paola sia frutto di una casualità o di un'azione di impeto dell'omicida.

La telefonata di chiarimento per fissare l'appuntamento pochi minuti prima da parte di Di Matola a De Paola appare l'elemento centrale. Difficile credere che la vittima andasse a casa di chi poi l'avrebbe ucciso senza prendere particolari precauzione. Si è recato da solo in bicicletta come appare, ma chi ha trovato nel cortile della famiglia di Matola?

I familiari dell'omicida potrebbero finire nel mirino. Un'iniziativa criminale del clan potrebbe innescare un'escalation di violenza. Sono i motivi per i quali il questore di Avellino Maurizio Terrazzi ha organizzato, con il contributo dei carabinieri provenienti anche da altre province della Campania una consistente attività di controllo del territorio. Posti di blocco in valle Caudina, intorno a San Martino, a ogni ora del giorno e della notte.

In particolare sotto controllo le residenze della famiglia Di Matola a San Martino e in altri centri della zona.

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«Il forte radicamento di organizzazioni criminali nella Valle Caudina non è una notizia di oggi; ma l'omicidio di un uomo tra le strade della piccola comunità di San Martino Valle Caudina sollecita ancora di più l'attenzione delle istituzioni pronte a unire gli sforzi per abbattere questo fenomeno», dice il deputato Cinque Stelle Pasquale Maglione.

Oggi il deputato di Airola sarà dal sindaco Pasquale Pisano per portare la propria solidarietà alla comunità.

Dice Maglione: «Voglio rappresentare l'impegno del governo sulla lotta alla malavita. Purtroppo, com'è a tutti noto, la criminalità organizzata agisce nei nostri territori da decenni e per arginare questo fenomeno occorre un lavoro duraturo, strategico e complesso». 

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