Faida nel Vallo di Lauro,
carabinieri in azione in montagna

Venerdì 9 Agosto 2019 di Vincenzo Castaldo
I cacciatori di Puglia, nucleo specializzato dei carabinieri nelle operazioni in zone impervie, sono entrati in azione nel Vallo di Lauro. L'attività ha consentito di verificare il territorio e le zone dove la criminalità organizzata opera al sicuro. I militari, per la prima volta impiegati in Campania, hanno rastrellato circa 40 chilometri quadrati di montagna in meno di venti giorni muovendosi tra le aree piu impervie del dorsale montuoso di Pizzo d'Alvano alla ricerca di rifugi per latitanti e nascondigli di armi e droga, individuando 12 casolari abbandonati forti del supporto dei militari di Lauro, Quindici e Marzano impiegati tutti con doppi turni.

 

Si tratta di una zona calda dove la scorsa settimana i carabinieri hanno arrestato cinque uomini (tra questi Salvatore e Fiore Graziano, rampolli dell'omonimo clan) per estorsione aggravata dal metodo mafioso nell'ambito di una inchiesta della Dia di Napoli. L'inchiesta ha impedito che l'organizzazione del clan Graziano proseguisse nella messa a punto di un agguato contro il figlio di Biagio Cava, Salvatore. Nel mirino anche la moglie del boss da poco d ceduto. In sostanza si è portata alla luce un progetto criminale che potrebbe rappresentare una nuova fase della faida che da anni insanguina il Vallo di Lauro. Manichini con figure femminili furono ritrovati nei campi, utilizzati come bersagli in improvvisati poligoni organizzati appunto in zone impervie.
Qui, in sole tre settimane, i militari della Compagnia di Baiano hanno sottoposto a controllo circa 1500 persone ed eseguito 157 perquisizioni domiciliari e nei veicoli che hanno portato al rinvenimento di un fucile calibro 12 nonché di 140 munizioni di vario calibro e genere. All'operazione, che ha visto l'impiego di un elicottero da Pontecagnano, ha partecipato una squadra della Cio e uno squadrone dei «Cacciatori Puglia». Lo Squadrone è un'unità speciale dell'Arma dei Carabinieri, di stanza presso l'Aeroporto Amendola di San Giovanni Rotondo, creata per rendere più efficace il controllo delle aree più impervie.
Dunque il Vallo di Lauro, resta al centro delle attenzioni di Procura e carabinieri. La faida continua tra i clan Cava e Graziano non si ferma, ma l'operazione «Alto impatto» avviata lo scorso mese di luglio sta cominciando a portare i suoi risultati. Nel Vallo di Lauro sono arrivati i reparti speciali della Compagnia di Intervento Operativo del 10° Reggimento Carabinieri Campania e dello Squadrone eliportato cacciatori Puglia, questi ultimi operano in regione per la prima volta. L'obiettivo è passare al setaccio il territorio, censire i casolari abbandonati, scovare i sentieri nei boschi utilizzati dai latitanti. L'ultimo intervento ha portato al sequestro di centinaia di munizioni detenute illegalmente.
Le attenzioni dei «Cacciatori» si stanno concentrando soprattutto sui boschi del Vallo di Lauro. I militari stanno passando al setaccio le aree più impervie, quelle maggiormente nascoste, per intercettare gli spostamenti dei latitanti, i rifugi, i covi e i nascondigli di armi e droga. Con il passare dei giorni le pattuglie stanno definendo il quadro complessivo del territorio, anche con l'ausilio dei satelliti, per stringere il cerchio intorno alla criminalità organizzata che da decenni opera nella zona.
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