Fermate bus senza paline, installazione in ritardo manca la linea elettrica

Le tabelle luminose sono inutilizzate nei depositi dell'azienda regionale

Fermate bus senza paline, installazione in ritardo manca la linea elettrica
Fermate bus senza paline, installazione in ritardo manca la linea elettrica
di Selene Fioretti
Mercoledì 21 Febbraio 2024, 09:32
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Alle fermate dei bus non ci sono informazioni sui tragitti e gli orari delle corse. E monta la protesta degli utenti.
Il progetto per l'installazione delle paline smart è già stato avviato da tempo da Air Campania. Le paline sono anche disponibili nei depositi dell'azienda regionale. Ma ritardi di natura buracratica stanno rallentando l'installazione.
L'altro giorno, a margine di un incontro sulla mobilità organizzato alla stazione ferroviaria di Avellino da Legambiente, la responsabile della comunicazione di Air ha chiarito i termini della vicenda.

I tabelloni elettronici sono pronti per la messa in strada, ma sono fermi in deposito in attesa del completamento del collegamento degli impianti alla linea elettrica.
Il progetto delle paline smart era stato annunciato dall'amministratore unico dell'Azienda regionale, Anthony Acconcia, nell'agosto del 2021.

L'apposizione delle paline alle fermate potrebbe migliorare l'esperienza dei viaggiatori che, al momento, appaiono spesso disorientati negli spostamenti urbani.
In assenza dell'ammodernamento tecnologico, l'attesa dei bus diventa estenuante.
Oltre alla difficoltà di conoscere con certezza orari e tragitti, non è nemmeno possibile apprendere eventuali ritardi e sospensioni delle corse.

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Il progetto per la collocazione delle paline è stato avviato sia ad Avellino che a Caserta, dove è già realtà.
Le circa 220 destinate al capoluogo irpino, invece, sono disponibili ma, come detto, rimangono nei magazzini aziendali.
Nell'attesa, però, i viaggiatori continuano a segnalare disagi quotidiani.
E viene fuori pure un'altra questione legata alla mobilità avellinese, quella della Metropolitana leggera. Ferma anche questa al palo, in attesa delle decisioni dell'ente di Piazza del Popolo.
Il sistema di trasporto a basso impatto ambientale era stato sospeso a settembre scorso e non è stato mai più ripristinato.

In questo caso, a frenare la rimessa in esercizio della metropolitana leggera sarebbe l'assenza dell'ordinanza che deve disciplinare il traffico ed i sensi di marcia lungo l'arteria cittadina.
L'interruzione, nello specifico, risale al 7 settembre scorso, quando prese il via il cantiere nella parte sud di corso Umberto I.
In quell'occasione, i lavori per il rifacimento del sistema fognario resero indispensabile la chiusura al traffico del tratto stradale, che però era parte integrante del percorso di marcia del mezzo a trazione quasi totalmente elettrica. Ritenuta impossibile una deviazione al tragitto della Metro, per l'assenza sugli altri tratti delle apposite centraline di ricarica, si decise per il suo stop fino al termine dei lavori.
A oltre cinque mesi di distanza e a strada riaperta, però, ancora non è stata definita una soluzione per far ripartire la metro leggera.

Un progetto completato in oltre vent'anni, costato ai contribuenti oltre 20 milioni di euro e per il quale, quando sarà rimesso in funzione, bisognerà verificare i costi di manutenzione dovuti all'inattività.
Non sorprende, allora, che la maggior parte degli avellinesi si sposti con la propria automobile. Ogni 100 abitanti, ce ne sono 65 in circolazione. Il capoluogo irpino, per tasso di motorizzazione, a livello regionale è secondo solamente a Benevento (con 69 auto in strada ogni 100 residenti).
Un'abitudine che impatta fortemente sulla qualità dell'aria, contribuendo a innalzare i livelli dell'inquinamento atmosferico. Numeri allarmanti, che rilanciati qualche giorno fa nell'ultimo report pubblicato da Legambiente sulla qualità dell'aria.
 

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