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Grella: «In Irpinia serve un progetto dem che sia credibile, sgomitare non ci aiuta»

Martedì 2 Agosto 2022 di Luigi Basile
Grella: «In Irpinia serve un progetto dem che sia credibile, sgomitare non ci aiuta»

«Il Pd irpino deve mettere in campo un progetto politico credibile, anziché sgomitare per un posto in lista. È necessario puntare sulle proposte e su chi può rappresentare con coerenza il partito». Ad affermarlo è Ida Grella, membro dell'assemblea nazionale Dem.


Grella, la direzione provinciale del Pd ha individuato una rosa di nomi per le candidature da inviare al Nazareno. Adesso come si procede?
«L'atto della direzione è solo un punto di partenza. Spetterà al commissario regionale, Francesco Boccia, e soprattutto alla segreteria nazionale del partito estrapolare i nomi che si riterranno più idonei alla campagna elettorale, tenendo conto delle esigenze degli altri territori, degli equilibri politici interni e delle alleanze. Il quadro generale non è ancora definito. Si spera che alla fine vengano scelte le risorse migliori».
Non mancano però documenti del territorio a sostegno delle singole candidature.
«Le proposte di candidatura si avanzano negli organismi di partito e poi si seguono le procedure stabilite. Ora più che parlare di singoli, bisognerebbe occuparsi di temi politici. La ricerca di un candidato non è uno scontro generazionale, come erroneamente pensava il rottamatore Renzi, la cui logica ha dimostrato i propri forti limiti. Né può essere una questione di correnti interne. Occorre trovare le persone più adatte, sapendo che c'è bisogno dell'apporto di tutti».
Di programmi però si parla poco anche a via Tagliamento.
«Sì, purtroppo. È quindi il momento di recuperare il tempo perduto. Non si può continuare a sgomitare per una collocazione. Mentre la casa brucia, serve responsabilità. Di fronte a noi ci sono problemi e sfide importanti, non solo per il territorio, ma per il Paese e per lo scenario internazionale. C'è una destra aggressiva e pericolosa, che intende portarci in un'altra direzione, che determinerebbe soltanto confusione ed instabilità, mettendo l'Italia ai margini dell'Europa. Giustamente, quindi, Letta sta evidenziando la particolarità ed i rischi di questa campagna elettorale e la polarizzazione del voto».
Il Pd in che modo dovrebbe convincere gli indecisi?
«Di sicuro non servono le lettere indirizzate al segretario provinciale o nazionale. Vanno messe al centro dell'attenzione le questioni concrete dei cittadini e soprattutto le soluzioni ai problemi. Serve un progetto politico forte che coinvolga direttamente gli iscritti ed i simpatizzanti. Tutti quelli che in questi anni si sono allontanati dal partito perché delusi. Il Pd irpino e quello nazionale debbono esprimere con chiarezza la propria poszione sui nodi sociali, economici ed istituzionali, comunicando meglio all'esterno gli obiettivi».
Su quali temi sarebbe opportuno puntare?
«Ci sono emergenze che esigono risposte urgenti ed efficaci, ccme quella ambientale. Ma nell'agenda politica va dato spazio e centralità anche ai diritti delle persone e ad un progetto di società multietnica, fondata sulla convivenza civile. Non possiamo far finta di nulla, come vorrebbe qualcuno, o immaginare, svolte repressive ed autoritarie, come preferirebbe la destra».
Quali invece le priorità di intervento per l'Irpinia?
«C'è una partita strategica come quella della gestione dell'acqua, che va affrontata in maniera seria e trasparente La scadenza del Pnrr ci consente anche di ragionare di sviluppo, valorizzando le risorse del territorio, senza dimenticare la tutela del patrimonio naturale e boschivo».
Si pone quindi la necessità di una selezione adeguata dei candidati. Quali criteri andrebbero adottati?
«Non basta soltanto il conto delle tessere o dei consensi. La strada da seguire è quella della coerenza politica, del senso di appartenenza, dell'esperienza e della lealtà dimostrata negli anni. Solo così si recuperano credibilità e partecipazione. Area Dem che si è sempre spesa per il Pd, anche nei momenti più difficili, non a caso ha indicato il nome di Enzo De Luca».

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