Guerra dei terminal Festa punta
il dito contro la Regione

Mercoledì 4 Dicembre 2019 di Flavio Coppola
La guerra dei bus ora coinvolge anche la Regione. In merito, suonano chiare le parole del sindaco di Avellino, Gianluca Festa, sulla possibilità che ci siano manovre ostative dirette da Palazzo Santa Lucia rispetto alla delocalizzazione, entro il 15 dicembre, del terminal bus di Piazza Kennedy.
Festa, che non accusa mai direttamente l'ente guidato da Vincenzo De Luca, la mette così: «Fatevi una domanda e datevi una risposta. Se, da luglio, quindi in tempi non sospetti, dico all'amministratore unico di una partecipata regionale il riferimento è ovviamente ad Alberto De Sio che, da gennaio, l'amministrazione comunale provvederà a effettuare una rimodulazione della mobilità, e poi si arriva a fine novembre e ancora si attendono carte e improvvisamente escono problemi, chiedetevi il perché». Parole, dunque, che evocano i recenti scontri verbali con il numero uno di Palazzo Santa Lucia, e complicano ulteriormente un risiko in cui la Regione, che detiene tutte le quote dell'Air, conta eccome. Non solo nella trattativa, che ormai è uno scontro vero e proprio, per lo spostamento del Terminal che Avellino ha necessità di realizzare entro 10 giorni per costruire a Piazza Kennedy il villaggio di Natale. Ma anche perché, nella visione dell'amministrazione cittadina, servirà il via libera di Air e Regione per l'utilizzo dell'ex area Cecchini di via Zoccolari. Qui, a partire dall'anno nuovo, Festa vuole trasferire l'isola ecologica di «IrpiniAmbiente», per liberare e bonificare Campo Genova (sono stati stanziati 190.000 euro), quale nuova sede del mercato bisettimanale di Avellino. Solo così, il piazzale dello Stadio potrà finalmente rappresentare la sede migliore per il nuovo terminal dei bus.
L'intera operazione, insomma, è legata da un sottile fil rouge. E il conflitto serpeggiante con la Regione di De Luca rischia di spezzarlo. Incalzato sull'esistenza di una regia di Palazzo Santa Lucia contraria al suo disegno, Festa risponde: «Auspico di no. Certamente, cinque mesi di anticipo sono congrui per poter riorganizzare uno spostamento che da tutti è auspicato e ricercato da anni. Per la verità mastica amaro - non volevo ringraziamenti ma una nota di merito, quella sì». La partita è in pieno svolgimento. Se Air e Regione potrebbero giocarsi la carta dell'area di via Zoccolari, il Comune di Avellino vuole arrivare preparato, e forte di una posizione inattaccabile, al faccia a faccia con l'Air convocato per domani alle 12 in Provincia, dal presidente Domenico Biancardi, e non a caso allargato pure alla Direzione generale per la mobilità della Regione Campania, alla Prefettura e al Provveditorato agli studi.
Il sindaco ha rivisto tutte le delibere sul terminal. E alla vigilia dell'appuntamento istituzionale, Festa si mostra fiducioso: «Credo che a quel tavolo emergeranno delle novità. E sono curioso di scoprire la posizione dell'ingegner De Sio». Per la verità, finora, la posizione di De Sio è stata già abbondantemente ribadita dal diretto interessato. Il manager dell'Air è profondamente contrario al trasferimento per pochi giorni, per di più senza spostare il mercato bisettimanale. E ha pure illustrato tutte le criticità, anche economiche, di questa ipotesi alla Provincia, alla Regione e alla Prefettura, in una nota partita alla fine della scorsa settimana. Sulla stessa linea di De Sio, pure i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, che hanno bocciato tanto l'ipotesi dello Stadio, quanto quella dell'ex Corea. Entrambe, a sentire i sindacalisti, sono venute fuori dal sindaco. Ma il diretto interessato, ieri, ha negato di aver mai parlato dell'ex Corea.
Ma ieri il sindaco ha avuto parole dure anche contro il comitato «Salviamo la Valle del Sabato», che, come il consigliere pentastellato Ferdinando Picariello, ha contestato con forza la sua scelta di spostare sul Natale 95.000 euro di fondi derivanti dai ristori ambientali dello Stir. «Dal momento che l'associazione ci ha proposto l'utilizzo di centraline a pagamento per il monitoraggio dell'aria, non vorrei che il problema fosse che qualcuno si sia chiesto chi ci paga. Ho notato uno strano legame tra le compensazioni, il loro utilizzo, e l'esigenza di chiedere perché non siano spese per il loro progetto. Sono convinto - aggiunge ironico - che in questa vicenda non ci siano interessi privati».
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