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Il Comune di Avellino sfida l'Asl:
«Il Polo dell'Agritech nel vecchio Moscati»

Mercoledì 25 Maggio 2022 di Favio Coppola
Il Comune di Avellino sfida l'Asl: «Il Polo dell'Agritech nel vecchio Moscati»

Il Consiglio comunale prepara il campo per la battaglia al Tar contro il «Moscati» sui suoli della città ospedaliera. Oggi approda in aula la delibera con cui l'amministrazione Festa decide di modificare l'accordo di programma sotto-scritto nel lontano 1997, nella parte in cui subordina la concessione di quelle aree alla restituzione all'ente del vecchio «Moscati» di Viale Italia e del «Maffucci» di Contrada Pennini. Una mossa che mette i bastoni tra le ruote ai manager della Città ospedaliera e dell'Asl, Renato Pizzuti e Maria Morgante, che si erano già accordati per realizzare a viale Italia l'ospedale di comunità con i fondi Pnrr e a contrada Pennini i nuovi uffici dell'Azienda sanitaria. 

Eppure, né l'uno e né l'altra commentano la decisione della giunta Festa, che con il sì dell'aula innalzerà un enorme ostacolo ai loro progetti. All'attendismo poco comprensibile dei due direttori generali a scadenza di contratto si contrappone l'atteggiamento dell'amministrazione comunale, che rivendica la scelta e spiega, attraverso l'assessore all'Urbanistica, Emma Buondonno, anche quali progetti abbia in mente per ridare vita a quelle strutture dismesse da decenni. «Premesso che è giusto che il Comune ottenga in cambio dei suoli di contrada Amoretta almeno le vecchie strutture che sono confluite nella città ospedaliera, per perseguire l'interesse pubblico, noi pensiamo che, a cominciare da viale Italia, quei luoghi possano avere una destinazione nuova e concreta».

E non c'è solo il Tribunale, ma anche un vero e proprio cavallo di battaglia dell'esponente dell'esecutivo Festa, per il riequilibrio tra aree interne e face costiere: «Sfruttando la posizione e i diversi centri di ricerca della zona, potremmo candidare il vecchio «Moscati» a sede del polo «Agritech» - oggi previsto nella vecchia Manifattura tabacchi di Napoli. continua Buondonno Il centro dell'innovazione nell'agricoltura ad Avellino osserva rappresenterebbe una grande intuizione, visto che abbiamo una provincia di 12.800 chilometri quadrati in cui l'attività agricola è forte e ci sono centinaia di imprese». Ma il Comune non ha mai rinunciato nemmeno alla velleità di usare il vecchio «Moscati» per il nuovo Tribunale. «Sicuramente, se non si riuscisse a concludere tutto il progetto previsto nell'area Ni01, in cui il Puc aveva previsto il centro direzionale della città, viale Italia potrebbe assorbire la funzione del Palazzo di Giustizia. - ricorda l'assessore - La discussione in merito sta per partire». Quanto al «Maffucci», pure inserito nella lista dei beni che l'ente vuole indietro, l'amministrazione lascerebbe la destinazione sanitaria, ma in cambio delle opportune risorse dalla Regione. La discussione si preannuncia dura. Soprattutto con la componente deluchiana del Pd. Ma non è l'unico punto spinoso di un ordine del giorno molto ricco. C'è l'intera partita delle tasse Irpef e Cup che va definita. In particolare l'aumento dell'imposta sui redditi da lavoro, che passa dallo 0,8 all'1 per cento, vedrà l'opposizione sulle barricate. In pratica, aderendo al Patto con il Governo per i comuni indebitati, il capoluogo arriva oltre i massimi consentiti, per incamerare una cifra stimata in 5,8 milioni di euro. Ma c'è anche la buona notizia per tutti i commercianti che utilizzano il suolo pubblico per la somministrazione di cibo e bevande all'aperto.

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Su input del vicesindaco Laura Nargi, l'amministrazione porterà in aula una delibera che rimodula i coefficienti tariffari giornalieri imposti dallo Stato, portandoli da 1,00 a 0,60 (0,72 euro a metro quadrato) quello relativo all'occupazione con tavoli e sedie e da 1,80 a 0,80 (0,96 euro) quello per l'occupazione con dehors. L'agevolazione, che di fatto dimezza i costi legati alla vecchia Tosap, varrà per tutto il 2022.

Il nuovo Canone unico patrimoniale, che il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare, assomma in sè più imposte, tra cui la Tari giornaliera, e si paga in anticipo. Senza l'apertura giunta da Palazzo di Città, per decine e decine di esercenti, la mazzata sarebbe stata insostenibile. Il problema, però, si riproporrà l'anno prossimo.

Ultimo aggiornamento: 15:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA