Il motore finisce sul sedile: Andrea muore schiacciato nell'abitacolo della sua auto

di Talita Frezzi

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MONSANO - La salma di Andrea Sarnese, il 37enne di Avellino domiciliato a Monsano vittima di un terribile incidente stradale domenica verso le 20.20 lungo la Sp76 all’altezza di via Marche, civico 34, è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale “Carlo Urbani”. Il ragazzo, che si trovava alla guida di una Fiat 500 e stava viaggiando in direzione Jesi, ha improvvisamente perso il controllo dell’auto lungo un rettilineo vicino alla B-Bold (ex gruppo Manservigi) ed è andato a urtare contro uno degli alberi che punteggia il bordo strada. Un impatto violentissimo, il motore è schizzato sul sedile e il ragazzo, schiacciato contro il volante, è praticamente morto sul colpo
  
 Il medico legale ha certificato il decesso alle 20.30. Sull’asfalto nessun segno di frenata, forse a causare il fuoristrada un malore, un colpo di sonno o una distrazione fatale. Solo i vetri del parabrezza e le parti plastiche della piccola utilitaria, schizzati a circa 8-10 metri dal punto dell’impatto. Sono stati i Vigili del fuoco di Jesi a estrarre dall’abitacolo ridotto a un cumulo di lamiere il corpo del povero ragazzo, rimasto incastrato. I pompieri hanno lavorato a lungo, con motosega e cesoie, per tagliare le lamiere e poter permettere ai sanitari del 118 e della Croce verde di accertare il decesso. Difficile anche risalire alle generalità della vittima che al momento dell’incidente era privo di qualsiasi documento di identità e neppure all’interno della vettura c’erano libretto, patente o altri documenti. Solo successivamente i Carabinieri sono riusciti a risalire all’identità del giovane e in tarda nottata ad avvisare i familiari rimasti ad Avellino. Trasferita all’obitorio dell’ospedale Carlo Urbani, la salma è stata sottoposta solo a ispezione cadaverica, essendo chiare le cause del decesso riconducibili ai numerosi politraumi riportati nell’incidente. Oggi la salma di Andrea Sarnese sarà traslata nella sua città d’origine, Avellino, dove il ragazzo aveva mantenuto la residenza e dove saranno celebrati i funerali. Diplomato all’istituto tecnico per Geometri, faceva lavori saltuari. Persona molto riservata e schiva, aveva pochi amici in Vallesina, molti i suoi contatti tra Marotta, Fano e Rimini.
Martedì 4 Dicembre 2018, 08:03 - Ultimo aggiornamento: 04-12-2018 09:58
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