Infiltrazioni mafiose, antimafia
al lavoro, Pratola sotto choc

Giovedì 5 Settembre 2019 di Gianni Colucci
La commissione d'accesso della prefettura che verifica eventuali fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso, è al lavoro al comune di Pratola Serra. Al vaglio documenti relativi all'attività amministrativa a quella dei consiglieri e degli assessori ma anche dei funzionari e del segretario comunale. Un'inchiesta della Dda risalente a due anni fa e condotta dal pm Francesco Soviero, sull'attività dell'amministrazione del comune della Fma si era conclusa con un'archiviazione.
 
Da allora procedimenti di minore peso hanno riguardato l'amministrazione dei fratelli Aufiero (Emanuele succede ad Antonio sulla poltrona di sindaco): quella ancora in corso sulla distribuzione di pacchi alimentari, quella chiusa sulla ristrutturazione di una scuola. In sede amministrativa c'è un contenzioso con IrpiniAmbiente che reclama circa un milione di arretrati e che si è vista rescindere il contratto. Intanto c'è una valanga di interrogazioni e di esposti in procura firmati dalle opposizioni guidate da Gerardo Galdo già vicesindaco di Antonio Aufiero e ora consigliere provinciale del pd. «Come la vicenda della cena pagata con i fondi comunali e della quale non si sa nemmeno la lista degli invitati e i motivi dei festeggiamenti», dice Galdo. Il consigliere Galdo dice anche di non sapere i motivi per i quali il prefetto ha deciso di esercitare i poteri di accesso conferiti dal ministero dell'Interno e affidati alla triade prefettizia al lavoro a Pratola. «Ho chiesto al sindaco ma non ho avuto risposta, d'altronde se l'amministrazione viene sciolta anche io finisco a casa e perdo il posto da consigliere provinciale», dice.
A testimonianza del momento difficile di Pratola Serra c'è da registrare la guerra intestina del Pd locale. Il segretario della sezione Crescenzo Fabrizio attacca lo stesso Galdo e gli iscritti che vorrebbero metterlo alla porta: «Galdo ha portato a oltre 400 gli iscritti per essere eletto nell'assemblea provinciale e nella direzione. Nel direttivo del circolo è prevalente la linea di chi non vorrebbe impicciarsi nelle questioni locali, soprattutto se hanno a che fare con indagini su infiltrazioni camorristiche». La dichiarazione, Fabrizio la posta anche su Fb.
L'ex sindaco e ora presidente del consiglio comunale Antonio Aufiero, intanto, dice di essere fiducioso in merito all'inchiesta del prefetto, ma non si sbottona sui motivi dell'accesso. Anzi chiede di riferirsi al fratello: «Io non sono autorizzato a parlare». Ed Emanuele, il secondo degli Aufiero al palazzo comunale, a sua volta spiega che «non è corretto» fornire informazioni in questa fase.
Gli Aufiero, lanciatissimi verso la campagna regionale su posizioni di centrodestra (si sono visti in pochi mesi l'ex presidente del parlamento europeo Tajani - cittadino onorario - e l'eurodeputato Martusciello), insomma preferiscono la cautela.
La prefettura sottolinea che l'attività è svolta a garanzia degli amministratori e che ogni atto è coperto da segreto. Il rappresentante di Governo richiama precedenti accessi, come quello a Pago del Valo di Lauro, che si sono conclusi non la chiusura del procedimento e senza arrivare allo scioglimento dell'amministrazione comunale. Ma una commissione d'accesso antimafia nel paese dello stabilimento Fma colpisce più che una nel l Vallo di Lauro dei clan che mettono sotto scacco le amministrazioni.
L'obbiettivo del prefetto Tirone è verificare se emergono «concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata» degli amministratori.
L'attività dei commissari, in particolare, «deve verificare se esistano forme di condizionamento», che possano alterare il procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e che possano «arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica». In questi giorni intanto si svuota il palazzo comunale: ha lasciato il segretario generale, Myriam Feleppa; il consigliere comunale Maddalena Capone che avrebbe dovuto avere la delega di assessore alle finanze si è addirittura dimessa dal consiglio. «Calma, calma - dice Antonio Aufiero - il segretario è stato promosso ed ha avuto uno sviluppo di carriera, Maddalena ha lasciato per motivi personali».
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