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Investita nel parcheggio del Frangipane,
deve aspettare l'ambulanza per fare 30 metri

Mercoledì 25 Maggio 2022 di Monica De Benedetto
Investita nel parcheggio del Frangipane, deve aspettare l'ambulanza per fare 30 metri

Le regole sono regole e la procedura vuole l'intervento dell'ambulanza del 118 anche per un tragitto di 30 metri ossia dal parcheggio dell'ospedale al pronto soccorso.

L'episodio che ha del paradossale per chi legge ma è risultato drammatico per la protagonista, costretta, dopo un investimento, ad un'attesa di circa 20 minuti stesa sull'asfalto, sotto il sole e per i suoi familiari impotenti, è accaduto lunedì pomeriggio alle 15 e 40 presso l'ospedale Sant'Ottone Frangipane.

L'anziana signora di Mirabella Eclano si era recata presso il nosocomio arianese accompagnata da sua figlia, per un dolore al petto, temeva un infarto. È stata assistita, ha ricevuto tutte le cure del caso e dopo ogni accertamento è stata dimessa poichè non c'era nulla di preoccupante.

La sfortuna si è però accanita su di lei perché mentre era nel parcheggio adiacente l'ospedale è stata investita, tra l'altro proprio da un sanitario dell'ospedale che le ha subito prestato soccorso.

La figlia, intanto, ha tentato di far arrivare qualcuno per trasportarla direttamente al pronto soccorso, ma niente da fare, era indispensabile il passaggio attraverso il 118 e quindi aspettare l'arrivo dell'ambulanza da fuori.

Di conseguenza è rimasta lì a terra ad aspettare, senza che nessuno potesse spostarla, con un caldo terribile e con l'esperienza appena vissuta della paura di un infarto, per soli 30 metri di tragitto, mentre il buon senso avrebbe voluto che con una lettiga, due portantini ed un medico, la signora sarebbe potuta essere riportata velocemente all'interno del pronto soccorso. 

«Impossibile - spiegano dall'ospedale - se un medico fosse uscito dal pronto soccorso si sarebbe trattato di interruzione di pubblico esercizio, le procedure vanno rispettate».

Difficile capire chi avrebbe comminato una sanzione a un sanitario nel pieno della sua attività.

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Per fortuna le condizioni della signora non erano gravi: solo qualche contusione; un primo check nell'ambulanza, poi un ulteriore controllo al pronto soccorso senza la necessità di un ricovero ed alla fine l'episodio si è concluso senza particolari conseguenze. Resta l'assurdità della vicenda e la sfiducia che situazioni come questa provocano tra i cittadini nei confronti della macchina della sanità o forse sarebbe meglio dire della burocrazia. Le regole, se ci sono, vanno rispettate.

Tra l'altro anche un piccolo ospedale come quello di Ariano che il più delle volte brilla per professionalità e gentilezza del personale medico e paramedico, negli ultimi tempi registra, con le dovute proporzioni, le scene drammatiche di sovraffollamento del Cardarelli di Napoli, con pazienti in attesa su barelle appoggiate qua e là, personale allo stremo delle forze a causa del sotto organico.

Perdura anche la carenza di sangue, nonostante il grande lavoro della Dovos che in questo periodo ha raccolto più sacche che mai, pesa l'assenza del lavoro dell'Avis. Intanto per domenica 12 giugno organizzata presso l'Udr di medicina trasfusionale dell'ospedale una nuova raccolta straordinaria.

Ultimo aggiornamento: 15:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA