L'addio a Vittorio, cuore che batteva per la Juve

di Alfonso Parziale

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È il giorno del dolore e dell'addio a Vittorio Salvati, il 42enne avellinese morto martedì scorso a Torino dopo aver assistito con il figlioletto alla gara della Juventus. Ieri sera è giunta in Irpinia la salma del «Ragazzo dal grande cuore».

Questa mattina, a partire dalle ore 8, sarà allestita la camera ardente in via Nazionale Torrette di Mercogliano presso le «Onoranze Funebri Irpinia». Da qui alle 15.30 muoveranno le esequie verso la chiesa di San Ciro Martire di Avellino in Viale Italia, dove sarà celebrato il rito funebre. Poi la tumulazione nel cimitero del capoluogo. L'ultimo saluto di quanti lo conoscevano e lo piangono per stringersi intorno al dolore immenso che ha colpito la mamma Anna Fedele, il piccolo figlio di undici anni Gerardo, la sorella Giusy, la moglie Daniela e i parenti tutti. Vittorio, consulente del lavoro in uno studio commerciale di Avellino, era partito in treno con il piccolo Gerardo, martedì scorso alla volta di Torino per assistere agli ottavi di finale dei bianconeri. Dopo la vittoria e il ritorno in albergo, un infarto fulminante non gli ha lasciato scampo sottraendolo per sempre all'affetto dei suoi familiari e amici.
La tragedia in pochi istanti dinanzi agli occhi increduli del piccolo figlio. Sul corpo è stata eseguita l'autopsia disposta dal magistrato di turno del Tribunale di Torino.

«Caro Vittorio, te ne sei andato, senza averti potuto salutare, senza avere avuto il tempo di prepararmi a un distacco che lacera e ferisce di dolore la carne e l'anima - scrive in una lettera Antonello Defina, amico e compagno di tante trasferte a sostegno della Juve e che con lui era quindici giorni fa a Madrid -. Questo accade sempre quando si perde un Amico. L'Amico si perde, momentaneamente come tutte le persone care che ritroverò nella Vita Eterna, ma il momentaneamente durerà comunque tutta la vita terrena; anche se fosse un giorno solo sarebbe un tempo enorme. Mi hai onorato, rallegrato, arricchito con la Tua Amicizia e questo è stato per me molto bello, è stato uno dei tanti segni della Grazia di Dio che ho ricevuto. Sono sicuro che è stato così per tutte le persone che hanno avuto come me questo privilegio. E siamo in tanti oggi sgomenti e sinceramente addolorati. La Tua è stata un'Amicizia fatta di entusiasmo generoso, di grande e disinteressata disponibilità, di appassionata condivisione, di serietà, di un affetto schietto e senza inutili fronzoli. Insomma è stata Amicizia; così io l'ho vissuta; così la terrò con me. Nelle ore che verranno con domani e coi prossimi giorni di questa vita. Ciao Vittorio Amico nostro».
Domenica 17 Marzo 2019, 13:02
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