Minacce a Bassetti, tra gli indagati
un disoccupato irpino di 30 anni

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Gianni Colucci
Minacce a Bassetti, tra gli indagati un disoccupato irpino di 30 anni

Faceva stalking all'infettivologo genovese Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. Frasi che gli auguravano la morte. Una in particolare inviata via whatsapp, l'ha messo nei guai. Un disoccupato irpino di 30 anni, residente in un piccolo paese di nemmeno 800 abitanti nell'hinterland, è accusato di stalking in concorso con altre 36 persone che la Digos di Genova ha scovato in tutt'Italia.
Vive in famiglia con la madre, non ha un lavoro stabile, svolge attività saltuariamente in paese della provincia ed è iscritto alla chat Telegram «Basta dittatura». Proprio quella chat sulla quale girava il numero di telefono di Bassetti. Il tenore dei messaggi Bassetti è quasi sempre lo stesso: «Vergogna», oppure «Prego Dio che ti venga un tumore o un qualsiasi male perché il karma magari ci può mettere anni ma quando arriva ti disintegra»; il più violento di tutti è: «Appeso a una forca sei molto più elegante che in giacca e cravatta».

Quali sono i messaggi partiti dal cellulare del disoccupato irpino saranno i tecnici ad accertarlo. Per tale motivo ieri mattina gli uomini della Digos di Avellino diretti dl vice questore Vincenzo Sullo hanno effettuato delle perquisizione in casa del giovane. La polizia postale di Napoli su disposizione del vice questore Maria Rosaria Romano, ha svolto la perquisizione informatica riscontrando sui dispositivi in possesso del giovane la presenza delle informazioni richieste dalla procura di Genova. In sostanza, quella di ieri mattina è stata la conferma dell'attività investigativa della procura si Genova che è risalita il giovane irpino tra l'altro senza particolari difficoltà. Infatti le comunicazioni minacciose sono state inviate dal cellulare in suo possesso con un semplice whatsapp.

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I 36 indagati dalla Procura di Genova per stalking di gruppo e minacce all'infettivologo sono professionisti, operai, casalinghe: si va dal disoccupato come il trentenne irpino, al consulente di assicurazione, dalla barista al dipendente della cooperativa sociale, fino all'ex maresciallo dell'Aeronautica. Le indagini sono nate in seguito alle circa 10 denunce presentate dal medico. Dopo che il suo numero telefonico era stato diffuso sulla chat Telegram «Basta dittatura» insieme a quello di altri virologi, politici e giornalisti. A vario titolo gli indagati sono accusati anche di istigazione a delinquere, atti persecutori, minaccia aggravata, diffamazione e molestie. La polizia di Genova ha eseguito 9 perquisizioni dei no vax su tutto il territorio nazionale, accusati di stalking in concorso ai danni dell'infettivologo genovese. L'indagine, partita dopo le querele presentate dal medico, è stata condotta dalla Digos del capoluogo ligure e ha permesso di identificare 36 persone, responsabili a vario titolo di istigazione a delinquere, atti persecutori, minaccia aggravata, diffamazione e molestie. Le perquisizioni si sono svolte oltre che in provincia di Avellino anche a Lecce, Milano, Modena, Napoli, Parma e Trento, con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e la collaborazione dei compartimenti di Polizia Postale territorialmente competenti.
Ad ottobre un'altra organizzazione che operava sul web era stata smantellata in Italia. E anche in quel caso uno dei dirigenti operava in provincia di Avellino, a Montoro. In quell'inchiesta era stato possibile risalire ad un'organizzazione suprematista che spesso citava gli assunti no vax e no mask che poi hanno occupato le cronache di queste settimane e che si ritrovano nelle comunicazioni della chat Telegram da cui sono partite le minacce a Bassetti.

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L'inchiesta del magistrato di Genova che ha coinvolto il giovane irpino ora dovrà accertare il suo grado di coinvolgimento. Già nelle prossime ore potrà essere sottoposto a interrogatorio su delega della magistratura del capoluogo ligure. In particolare si dovrà chiarire se i suoi sono legami funzionali con l'organizzazione che seppure informalmente aveva nel mirino il medico genovese. Bassetti tra l'altro non si distingue per posizioni particolarmente rigide in materia di vaccini e mascherine. Ieri dichiarava: «In pochi giorni ho sentito troppo allarmismo tra i colleghi e anche tra i politici: evitiamo questo atteggiamento. I vaccini ci stanno proteggendo dalla malattia. E questa è l'unica cosa che ci interessa. L'obbligo della mascherina all'aperto è una cosa anacronistica. Non sono d'accordo su questa misura, ennesima contrapposizione e atteggiamento di essere forti con i deboli e deboli con i forti».

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