Lockdown, ad Avellino Festa
contro De Luca: «È inaccettabile»

Sabato 24 Ottobre 2020 di Flavio Coppola

Dal silenzio assordante del coprifuoco all'ira fragorosa per l'annuncio del lockdown. Da una parte, la città che si spegne sotto i colpi delle decisioni regionali; dall'altra, la durissima presa di posizione dell'amministrazione comunale, nel duplice e vibrante j'accuse del sindaco Festa e del vice Nargi contro il governatore De Luca.

 

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Ieri sera, già poco prima delle 23, saracinesche abbassate e vie del centro desolate. Nel salotto buono e nelle strade della movida, scompaiono gli avventori. Ma nei pochi bar aperti diversi giovani sono rimasti al tavolo quasi fino alla scadenza, per poi allontanarsi con calma. Tutti a casa, come ordinato da Palazzo Santa Lucia, e sotto il controllo delle forze dell'ordine, con pattuglie di Vigili, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.


E mentre una decisione già profondamente osteggiata dai commercianti ha già inaugurato un weekend difficile e ricco di tensioni sociali, ecco l'annuncio traumatico di De Luca: quel dispositivo è già superato, sarà lockdown. E' qui che il sindaco, Gianluca Festa posa il fioretto e sfodera la sciabola: «Così De Luca sancisce la sua resa contro il Covid - comincia - In questi giorni, aveva già dimostrato di aver perso il piglio della fase acuta. Ha cambiato idea spesso, anche durante la stessa giornata. Oggettivamente, questo atteggiamento è diventato destabilizzante. Così De Luca disorienta tutte le comunità, a partire dalla nostra, che si è comportata bene in questi mesi».


L'annuncio del governatore, per Festa è semplicemente inaccettabile: «Ora dica la verità - lo sfida - Conosce dati che a questo punto deve rendere pubblici, o sta ammettendo la sua sconfitta e quella della sua strategia, chiudendo tutto? Delle due l'una. Se non è in grado di gestire l'emergenza, lo dica». I sindaci dei capoluoghi campani peraltro non sono nemmeno stati interpellati: «La Campania - continua Festa - non si può permettere il lockdown e l'Irpinia non lo merita. Al di là della scorrettezza istituzionale del mancato confronto, De Luca deve alla gente che lo ha votato una risposta. Che ottobre sarebbe arrivato lo sappiamo da mesi, perché non si è attrezzato? A questo punto appare chiaro che in primavera il virus non lo abbiamo subito. Mentre oggi emergono tutte le disfunzioni della gestione di una pandemia».
Aspettando la grande serrata, c'è un coprifuoco già di per sé molto pesante. La delegata di giunta al Commercio, Laura Nargi, rincara quindi la dose: «Colpire ingiustamente le attività commerciali è la soluzione più semplice e forse meno efficace. Le attività della nostra città assicura il vicesindaco hanno investito ingenti risorse e oggi quegli esercizi sono tra i luoghi più sicuri. Meglio avrebbe fatto il governatore ad occuparsi, ad esempio, del trasporto pubblico regionale».


Nargi sposa il malcontento delle associazioni datoriali: «L'Irpinia merita un distinguo. La proposta che ci facciamo carico di presentare alla Regione è di aprire un tavolo di confronto sul commercio. Sia perché è giusto che De Luca prenda atto delle differenze che esistono tra i diversi territori. Sia perché occorre immaginare misure di supporto a chi, in questa fase, ha visto ridursi in maniera gravissima le proprie entrate e già oggi non sa come tirare avanti».
Già nelle scorse settimane, la vicesindaco aveva recepito le istanze degli esercenti dei locali serali. Ne era scaturita una proposta per la Regione. Ma era stata ignorata. «Questa categoria, con il coprifuoco, non guadagnerà assolutamente nulla continua Nargi Ma pagheranno un prezzo altissimo tutte le attività di ristorazione». Quanto alle contromisure economiche, ieri, la vicesindaco ha prorogato il provvedimento per estendere gratuitamente l'autorizzazione all'occupazione temporanea di suolo pubblico, con dehors di tipo 1 e 2, fino al 31 dicembre. «Siamo anche pronti ad ufficializzare continua gli sgravi Tari per chi è rimasto chiuso nel primo lockdown».
Chiaramente, un'altra serrata complica decisamente tutto. E pure Nargi stigmatizza la decisione del governatore: «Il contraccolpo economico sarebbe troppo duro. E non sarebbe la soluzione».

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