Laceno, parte l'inchiesta
sulla seggiovia

Lunedì 3 Agosto 2020 di Gianni Colucci
Marzio Giannoni ha presentato denuncia penale contro il comune di Bagnoli Irpino. Un fascicolo è stato aperto dalla procura della Repubblica di Avellino. La vicenda è relativa all'assegnazione dei fondi europei per la realizzazione del nuovo impianto di risalita che dovrà sostituire l'esistente fermo da due anni. Secondo Giannoni il Comune si appresterebbe a realizzare opere su suoli che sono di proprietà della sua famiglia. E la richiesta di effettuare verifiche e accertamenti presso gli uffici regionali, secondo la sua denuncia, non avrebbero avuto esito, Di qui la denuncia penale. «Si tratta di diverse particelle che sono nel tracciato dell'opera che si dovrebbe realizzare. Chiediamo un accertamento su questo» dice l'ingegnere Giannoni.

In realtà la stessa amministrazione comunale di Bagnoli non sarebbe rimasta inerte e avrebbe agito di conseguenza. Avrebbe interessato infatti un penalista per avviare una controdenuncia per stalking. A giudizio degli amministratori comunali, Giannoni con la sua continua interferenza sull'attività dei dirigenti regionali che hanno seguito il finanziamento, avrebbe sostanzialmente intimidito gli uffici preposti per contrastare il procedere della pratica.

In realtà lo stanziamento regionale fa pensare che il pressing di Giannoni non abbia sortito effetto.
Ora i soldi ci sono e sono stati stornati dal capitolo dedicato alla realizzazione del nuovo ospedale San Leonardo a Salerno, al quale andrà una trache di finanziamento proveniente da un diverso capitolo.
Un progetto da 12 milioni che sabato mattina è stato annunciato ufficialmente dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca. La visita di De Luca ha coinciso con l'iniziativa dedicata al sostegno dell'attività di ricerca contro il cancro sostenuta da Carlo Iannace.

Ma De Luca è stato netto: «I soldi ci sono e loro devono fare i bandi entro un mese, sennò i fondi tornano indietro» Insomma bisogna fare presto. L'amministrazione ritiene che nulla si deve alla famiglia che ha fondato il turismo al Laceno, mezzo secolo fa insieme allo storico sindaco Tommaso Aulisa e all'imprenditore edile Davide Passannanti. C'è un'ipotesi di accordo che passerebbe dal riconoscimento della proprietà su alcune particelle dei terreni interessate al nuovo impianto, che comunque sarebbe realizzato su un tracciato leggermente diverso dall'attuale. I progetti ci sono già.

Due linee molto veloci che possono portare settecento persone l'ora, con meno piloni e una tecnologia tutta nuova. Un impianto che non prevede la realizzazione di innevamento artificiale perchè qui non si raggiunge lo zero termico. E sopratutto perchè come dice il vice sindaco Rino Ferrante, avellinese trapiantato a Bagnoli e da sempre animatore di attività turistiche e commerciali, le seggiovie servono tutto l'anno, per portare in quota i turisti che amano trekking, escursioni, passeggiate e paesaggio. Oggi i 1400 e i 1800 metri delle stazioni storiche dell'Intermedia e del Rajamagra sono desolatamente deserte. Sull'altipiano cinquemila capi tra ovini e bovini convivono beatamente tra roulotte, bici, moto e marciatori che si avventurano sulla circumlacuale (dove mancano una corsia ciclopedonale e il limite di velocità classico dei 30 chilometri l'ora). Si fa poco caso a mosche e deiezioni, si fa poco caso alla rete telefonica che non sostiene il traffico dati: bisogna dimenticarsi i social e i giornali on line.

Le seggiovie sarebbero pronte se tutti va bene tra due anni, il sindaco Di Capua aggancia il piano per l'industria forestale e zootecnica tracciato dal progetto pilota presieduto da De Mita. Questa estate gli alberghi restano pieni a metà e i ristoranti aprono dal giovedì alla domenica. Laceno attende Godot. © RIPRODUZIONE RISERVATA