Marcia contro lo smog
«Avellino deve reagire»

Venerdì 24 Settembre 2021 di Flavio Coppola
Marcia contro lo smog «Avellino deve reagire»

Avellino si mette in marcia contro l'inquinamento. Legambiente chiama a raccolta la città per protestare contro gli esorbitanti livelli di veleni, soprattutto nell'aria, che negli ultimi due anni hanno a fatto decisamente a pugni con l'inerzia dell'amministrazione comunale targata Gianluca Festa. L'occasione è lo «sciopero globale per il clima» organizzato da «Fridays for future». Non a caso, la mobilitazione si concluderà con un incontro a Palazzo di Città, nella stanza del sindaco. Partenza a via Colombo alle 9, con obbligo di mascherina e fa sapere «Legambiente» - «possibilità di multa per chi non rispetterà le regole». Gruppi 20 persone si muoveranno scaglionati. Tappa finale a Piazza Libertà, solo una delegazione si recherà in Comune da Festa. Avellino ci arriva in condizioni drammatiche: «La situazione che la città sta vivendo e ha vissuto negli scorsi anni è qualcosa che non possiamo più accettare. dicono i referenti provinciali e regionali dell'associazione Non c'è una consulta ambientale, né tantomeno un settore verde all'interno dell'amministrazione comunale, per confrontarsi con esperti e associazioni sulle tematiche che riguardano l'ambiente».

L'indice è fermamente puntato contro Piazza del Popolo: «Gli ultimi due rapporti «Malaria» proseguono gli ambientalisti - ci hanno visiti classificati prima come ottava e poi terza fra le città più inquinate d'Italia, dati terrificanti che ci permettono di urlare che ad Avellino si respira aria inquinata». Un disastro, quello dello smog, che vede già oggi il capoluogo a 40 sforamenti su 35 consentiti in un intero anno. Come se non bastasse, dal 20 settembre, è scaduto il provvedimento regionale che vietava tutti i roghi vegetali. La palla è tornata nelle mani dei Comuni. Ma le amministrazioni della Valle del Sabato hanno fatto decisamente poco finora. Avellino, che avrebbe dovuto esercitare il ruolo di guida, si è fatta notare per un'ordinanza antismog l'ultima volta nel 2020, prima della pandemia. Quel provvedimento è abbondantemente terminato nella sua efficacia. Quanto al monitoraggio capillare annunciato da un anno e mezzo per risalire alle reali cause dello smog, anche qui, siamo al palo. Mentre in giornata si conosceranno i dati delle centraline del progetto «Aura», col quale gli ambientalisti hanno superato a proprie spese l'amministrazione comunale. Rispetto al problema ambientale in senso lato, Legambiente porterà al sindaco Festa 5 proposte.

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L'associazione chiede la presenza della raccolta differenziata in tutti gli istituti scolastici di Avellino, l'istituzione della consulta ambientale ad Avellino, eliminazione della plastica monouso dal Comune, la riforma dei riscaldamenti all'interno dei luoghi pubblici, la realizzazione di provvedimenti urgenti e, in generale, opere strutturali che possano avviare Avellino verso l'inquinamento zero e che accelerino la transizione ecologica. Ad oggi, il Consiglio comunale ha approvato ben due delibere all'unanimità che impegnano la giunta e gli uffici ad intervenire. Ma nei giorni scorsi primo cittadino e settore Ambiente si sono distinti soltanto per un curioso botta e risposta in cui l'uno chiedeva all'altro di fare qualcosa. Nel frattempo, Legambiente non resta a guardare. Ieri mattina, nell'ambito dell'iniziativa «Puliamo il mondo», l'associazione ha raccolto 20 sacchi di spazzatura all'interno del parco da poco intitolato alla memoria del compianto ex sindaco Antonio Di Nunno: «Insieme ai ragazzi delle terze classi della scuola «Enrico Cocchia» - spiega il presidente di Legambiente Avellino, Antonio Di Gisi - abbiamo raccolto centinaia di rifiuti in plastica e migliaia di mozziconi di sigarette. Ma anche bottiglie e spazzatura di altro genere». Il parco urbano a due passi dal salotto buono, dunque, pieno di rifiuti. «La nostra iniziativa di sensibilizzazione - prosegue - è rivolta alle istituzioni, ma anche e soprattutto ai cittadini. Se un parco centrale come questo versa in tali condizioni, la colpa non può essere solo di chi non pulisce o di chi amministra. Ci sono comportamenti diffusi che devono cambiare».

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