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Metropolitana leggera di Avellino,
gli autobus restano in garage

Venerdì 29 Luglio 2022 di Flavio Coppola
Metropolitana leggera di Avellino, gli autobus restano in garage

La Metropolitana leggera lascia ancora una volta gli avellinesi a terra. La filovia non partirà nemmeno il primo agosto. Ieri mattina, è emerso con chiarezza dall'ennesima riunione fiume, seguita da un lungo giro di sopralluoghi sull'intero tracciato, di 11 chilometri. L'estenuante corsa contro il tempo di Comune e Air per partire, come annunciato dal sindaco Festa e dal direttore di esercizio, il primo agosto, si è scontrata tristemente con i tanti adempimenti che ancora vanno realizzati. Dopo 20 anni di attesa. A tagliare la testa al toro, per cominciare, è un fatto che non lascia adito a dubbi: gli stessi autisti della filovia, che oggi sosterranno l'esame orale, lunedì dovranno fare quello pratico. Altro che passeggeri a bordo. In più come anticipato ieri da «Il Mattino» - manca il via libera dell'Agenzia ministeriale «Ansfisa», con cui ci si è dati appuntamento mercoledì. Perché i lavori sono ancora in corso. Sarà «Ansfisa» a suggerire al Comune le ultime cose da fare per il suo via indispensabile libera. Ma dai sopralluoghi effettuati ieri, alla presenza del comandante dei vigili, Michele Arvonio, e degli assessori ai Lavori pubblici e all'Urbanistica, Antonio Genovese e Emma Buondonno, con il direttore di esercizio, Luigi Di Mattia, sono emersi alcuni problemi, per la verità, già chiari da un pezzo.

Si poteva ovviare prima? Forse. L'opera, per poter partire, necessita della segnaletica orizzontale e verticale che non c'è ancora. In diversi punti, andranno apportate modifiche alla viabilità e soprattutto ai parcheggi. Per esempio a via Circumvallazione, dove il cordolo della filovia invade i posti auto per i diversamente abili e per l'ambulanza. E qui si apprende bisognerà spostarli di una ventina di metri. Secondo l'assessore Buondonno, «dovranno essere eliminate alcune decine di posti auto». Per esempio a Corso Umberto, accanto al castello longobardo, dove i parcheggi orari a 30 minuti a servizio delle attività commerciali erano già stati cancellati, salvo un clamoroso dietrofront, da un'ordinanza firmata dal comandante Arvonio. Ma non solo. Ci sarebbero ancora cordoli da piazzare, circolazioni a doppio senso da verificare. Restano sotto osservazione Corso Europa e via Roma. Insomma, ce ne sarebbe per un altro mese. Considerato che c'è Ferragosto di mezzo.

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Sui tempi, e su tutto il resto, il delegato ai Lavori pubblici, Genovese, non chiarisce. Ormai ha collezionato un filotto di flop che riguarda tutte le incompiute della città, e da 3 anni anche ieri ha deciso di rifugiarsi in un imbarazzante silenzio. A confermare che c'è ancora molto da fare è il comandante Arvonio: «Qualcosa va cambiato dice - per mettere in sicurezza sia l'utente della strada che il percorso. Nei sopralluoghi, definiamo le criticità e tentiamo di risolverli a mezzo della segnaletica di preselezione». La viabilità resta critica: «Probabilmente, cambierà qualcosa a via Colombo e via Circumvallazione. riferisce - Trarremo le nostre conclusioni domani (oggi ndr)) e poi emetteremo un'ordinanza». Impegnata da mesi in riunioni di cadenza almeno settimanale per la parte di sua competenza, ovvero la Mobilità, Buondonno assicura che «restano da realizzare solo alcune formalità». «L' obiettivo cruciale che abbiamo centrato era dell'ok della Commissione europea, senza il quale rischiavamo di restituire 20 milioni di euro». Ma si era anche detto che la commissione aveva preteso la partenza del servizio con gli utenti a bordo subito dopo il 31 luglio. Dunque, è vietato temporeggiare. Cosa che, comunque, non sta avvenendo: «Se gli autisti hanno l'esame pratico lunedì e Ansfisa viene qui mercoledì cosa potevamo fare? Vedremo se servono ulteriori attenzioni, dalla segnaletica ai pali, alle fermate. Ma ormai siamo veramente alle rifiniture di una lunga corsa ad ostacoli». Manca poco, ma il tempo è scaduto. E non c'è nemmeno il piano di esercizio, con le corse, gli orari, le coincidenze con i bus del trasporto tradizionale, che andranno evidentemente rimodulate. Questa parte compete all'Air, ma verrà solo alla fine di un iter che, a questo punto, potrebbe vedere la Metro rimandata a settembre.

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