il Covid in Irpinia corre nelle corsie:
cento contagiati all'ospedale Moscati

Domenica 23 Gennaio 2022 di Antonello Plati
il Covid in Irpinia corre nelle corsie: cento contagiati all'ospedale Moscati

Il virus continua a circolare in corsia. E a diffondersi tra medici e infemieri. La mannaia del Covid-19 rischia, allora, di mettere in ginocchio l'Azienda ospedaliera Moscati, dove tra operatori sanitari e amministrativi i contagiati sono quasi a quota 100 (nessuno, per fortuna, è ricoverato). Tra loro, diversi primari (almeno 3), dirigenti medici e infermieri del pronto soccorso. E nelle ultime ore è emersa anche la positività del direttore sanitario Rosario Lanzetta. Nonostante la situazione, la direzione strategica non ha ancora disposto uno screening straordinario tra il personale (che comunque esegue un tampone di controllo ogni 14 giorni). Circostanza che ha spinto molti dipendenti a fare il test molecolare in autonomia. Preoccupa anche la situazione nei due presidi gestiti dall'Asl di Avellino, il Frangipane di Ariano Irpino e il Criscuoli-Frieri di Sant'Angelo dei Lombardi: qui, complessivamente, sono una cinquantina i dipendenti ammalati. Il rischio, sempre più concreto, è quello di una paralisi del sistema sanitario provinciale proprio a causa dell'alto numero di medici, infermieri e operatori sociosanitari (Oss) che hanno contratto l'infezione.

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Tutti in forma non grave, a conferma del fatto, se ancora ne fosse bisogno, dell'efficacia dei vaccini. Camici e colletti bianchi, infatti, sono quasi tutti vaccinati con tre dosi. Tuttavia, la malattia li costringe a casa e i posti in ospedale restano sguarniti amplificando le difficoltà nell'assistenza (in particolare a coloro i quali si recano in ospedale per altre patologie). Fermi, per decreto, i ricoveri e gli interventi chirurgici in elezione, l'assenza di medici assesta un altro duro colpo alle cure specialistiche e ambulatoriali. Caduti nel vuoto, almeno fino a questo momento, gli appelli delle parti sociali. La settimana scorsa, la Funzione pubblica Cgil di Avellino ha chiesto al prefetto Paola Spena l'istituzione di una cabina di regia e la convocazione di un tavolo tecnico con Asl, Azienda ospedaliera Moscati e i sindaci dei comuni irpini. Lettera morta, almeno fino a oggi. Intanto, le strutture ospedaliere irpine rischiano il collasso sia per i troppi contagi sia per l'atavica carenza di organico (adesso amplificata dalle assenze forzate). «Negli ospedali, il virus circola tanto e forse più che altrove», dice Licia Morsa, segretario generale della Fp Cgil. «Con una nota inviata a entrambe le aziende, Asl e Moscati, abbiamo sollecitato l'applicazione ancora più rigida dei protocolli ministeriali e screening straordinari laddove emergessero positività tra il personale. Anche perché un'ulteriore carenza di organico potrebbe diventare un problema irrisolvibile». Quindi, la sindacalista aggiunge: «In questo momento, la aziende stanno rivedendo l'organizzazione delle strutture ospedaliere territoriali, creando reparti contenitore per i pazienti che hanno patologie primarie, asintomatici o con sintomi covid trascurabili, ma le discussioni sono incentrate più sulla logistica che sulle modalità di intervento e di cura a tutela degli operatori sanitari e dei cittadini».

Rispetto alla prima ondata, la diffusione del virus ha assunto dimensioni, sì, maggiori ma, almeno fino a questo momento, con conseguenze nettamente meno gravi. Il Moscati, nella prima ondata, ha pagato dazio. Carmine Sanseverino, medico d'urgenza dell'Azienda, ha passato, causa Covid, quasi tre mesi in terapia intensiva. Mentre un suo collega, Mario Magliocca direttore dell'Unità operativa Malattie infettive, purtroppo è morto dopo essersi contagiato in corsia. Non solo operatori sanitari. C'è anche chi entra in ospedale per altre motivi e finisce per contrarre il Covid-19. L'ultimo caso in ordine di tempo è stato registrato sempre alla città ospedaliera. Qui, l'altra settimana, una paziente con problemi psichiatrici è arrivata in pronto soccorso dove il tampone rapido ha dato esito negativo. La donna è stata quindi trasferita nell'Spdc (un servizio gestito da personale dell'Asl di Avellino che di recente è stato trasferito dal Landolfi di Solofra alla Palazzina Alpi del Moscati). In reparto, il tampone molecolare di controllo ha dato, invece, positivo. Quindi la degente è stata isolata in reparto per l'assenza di percorsi protetti per trasferirla altrove. Successivamente è stata ricoverata nel Covid Hospital che si trova, come noto, nella stessa Palazzina.

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 15:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA