La triste Immacolata di Avellino
senza luminarie: «Decisione nostra»

Giovedì 9 Dicembre 2021 di Flavio Coppola
La triste Immacolata di Avellino senza luminarie: «Decisione nostra»

Un Natale in perfetto ritardo. Avellino resta senza luminarie persino nel giorno dell'Immacolata. In più, il villaggio di Babbo Natale non è ancora pronto. E la musica in filo diffusione non si sente da nessuna parte. Il centro, da Corso Vittorio Emanuele a Piazza Libertà, fino al cuore antico, è un mortorio. Solo nella tarda serata arriva un sussulto dell'amministrazione, con l'inaugurazione del mercatino versione ridotta a Piazza Kennedy e l'accensione di un albero molto modesto nell'adiacente parco «Di Nunno».

Ma anche qui regna la tristezza. E non c'entra solo il maltempo. Delle 10 casette di cui si era parlato nel bando, 900 euro a commerciante, solo 4 sono aperte. E odorano ancora di vernice fresca. Il sindaco, che aveva già annullato tutti gli eventi al Corso e il Mercatino «Stellato» previsto per il 4 dicembre, preoccupato dai contagi Covid (ma siamo sempre in zona bianca ndr), aveva annunciato che per l'8 sarebbe stato tutto pronto. Invece anche il Natale ha tirato un brutto scherzo all'amministrazione, che ha steccato persino l'ultima data, quella della tradizione, per poter evitare una brutta figura che fa il paio con quella della scorsa estate. La corsa contro il tempo per accendere le luci, infatti, era partita solo ieri mattina. Mentre la delibera di giunta che individuava le strade da illuminare era stata approvata appena il giorno prima. Di buon'ora, nonostante la festività, gli addetti dell'impresa incaricata dal Comune avevano scaricato le luminarie da montare a Piazza Libertà, ma pure a Parco di Nunno e Piazza Kennedy, ed avevano cominciato il lavoro. Ieri sera, avevano appena addobbato pochi metri del Corso.

Contemporaneamente, dal vicino «Villaggio di Natale», a via Covelli, non giungevano notizie incoraggianti: i giostrai facevano sapere di non essere pronti a partire se non prima del fine settimana. Il Natale è dappertutto, insomma, ma ad Avellino non ancora. Il sindaco Festa, però, non sembra accorgersene: «Ovviamente si giustifica - la pioggia ha condizionato l'avvio delle manifestazioni. Ma noi non abbiamo voluto mancare la data dell'otto dicembre». Albero piuttosto deludente, anche qui Festa rilancia: «Abbiamo voluto utilizzare un nostro albero naturale, per una scelta green e, soprattutto, è stata simbolica la scelta di Piazza Kennedy. Abbiamo deciso - continua di non partire dal Corso, ma di concentrarci su questa zona, per non pensare sempre agli stessi luoghi». Difficile crederlo, visto ciò che era stato prospettato solo a novembre. Il sindaco sembra arrampicarsi sugli specchi, anche perché le casette sono solo 4 e la ruota panoramica è ferma.

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«Abbiamo cominciato dalle casette disponibili da subito, ma le condizioni meteo avverse hanno condizionato la partenza di altre associazioni». - riprende tuttavia - Se si parla di ritardi di programmazione, Festa scuote dunque il capo. E mescola ancora una volta le carte in tavola: «Abbiamo immaginato di fatto due partenze. La prima era incentrata su Piazza Kennedy, ma nel week end si partirà al Corso e al centro storico con le luminarie e un altro albero. E' stata una scelta mirata chiosa - ne è la conferma il mancato utilizzo dei fondi Poc. Avevamo altri 150.000 euro e abbiamo scelto di non usarli, in questa fase molto complicata». Il verdetto della città, però, è contrario. Cittadini e commercianti sono concordi nell'effetto deludente di questa impalpabile programmazione. Puntuale come ogni anno, invece, si è illuminato a Piazzetta Agnes il «Pino Irpino». Ieri sera, l'accensione dopo le 21. Per l'ottavo anno, gli attivisti di «Irpiniativogliobene» hanno fatto il giro dell'intera provincia, in 4 giorni. Capolinea in città, dove la carovana ha messo insieme tutte le decorazioni rastrellate durante il giro. Ma il Natale è anche e soprattutto solidarietà. Così, al termine di un viaggio che mira ad accorciare le distanze tra i diversi paesi, prodotti per la cura personale e della casa saranno distribuiti attraverso le Caritas a tutte le famiglie bisognose della provincia. Infine, le testimonianze raccolte nel tour, saranno conservate in una capsula del tempo, nel Museo irpino. Sarà aperta il 6 gennaio 2040.
 

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