Omicidio Pelosi, il Ris esamina abiti
e oggetti sequestrati all'indagato

Domenica 26 Settembre 2021 di Alessandra Montalbetti
Omicidio Pelosi, il Ris esamina abiti e oggetti sequestrati all'indagato

Omicidio Pelosi, al via nuove verifiche a Serino. Mercoledì 29, alle 9 inizieranno gli «accertamenti non ripetibili» sugli indumenti e gli scarponi sequestrati ad Ottavio Pelosi, unico indagato per la morte dell'omonimo Giovanni Pelosi.

Gli accertamenti verranno effettuati anche su altri oggetti sequestrati dagli inquirenti lo scorso maggio nell'abitazione dell'indagato. Il tutto verrà effettuato presso la Caserma Salvo D'Acquisto dai Ris di Roma, al fine di far emergere la verità sul giallo di Serino. Giovanni Pelosi fu rinvenuto in strada privo di coscienza il 3 maggio scorso, e immediatamente fu trasportato presso il pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino dove, circa un'ora dopo, morì. A dare immediatamente l'allarme sulla presenza dell'uomo riverso in strada agonizzante furono alcuni passanti, che udirono i suoi lamenti. I primi rilievi effettuati dai Carabinieri della Compagnia di Solofra evidenziarono la presenza di una macchia di sangue a circa 10 metri di distanza dall'abitazione del 62enne indagato che risiede in via Vicolo primo Ferrari. Abitazione tuttora sotto sequestro, nonostante un sollecito presentato dal pubblico ministero Cecilia Annecchini affinché venissero effettuati quanto prima gli accertamenti.

Sollecito, quello del pm, teso ad ottenere il dissequestro della casa in modo da consentire ad Ottavio Pelosi di farvi ritorno. L'uomo è tuttora sistemato presso un albergo della zona.

L'esame autoptico effettuato dal medico legale Carmen Sementa sul cadavere del 48enne indirizzò le indagini verso l'ipotesi di omicidio. Le ferite alla testa e le lesioni interne erano infatti riconducibili ad una aggressione subita da Giovanni Pelosi. Intanto, l'indagato, al fine di chiarire quanto accaduto la notte del 2 maggio, ha anche chiesto di essere ascoltato due volte dal magistrato, provvedendo a specificare tutti i passaggi delle ore che hanno preceduto la morte di Giovanni Pelosi. Quella notte, infatti, l'indagato era in compagnia della vittima: una serata come altre trascorsa tra amici, mangiando una pizza nell'abitazione di Ottavio Pelosi, difeso dagli avvocati Michela Pelosi e Raffaele Tecce. L'aggressione sarebbe avvenuta solo successivamente, stando a quanto dichiarato dal 62enne che, nell'ambito di alcune indagini difensive si è sottoposto anche alla macchina della memoria, i cui risultati sono attesi dai suoi legali. Ad eseguire la somministrazione di una serie di domande all'indagato Ottavio Pelosi, il professore Giuseppe Sartori, docente ordinario di Neuroscienze Forensi e di Neuropsicologia Forense dell'Università di Padova. Pochi quesiti per verificare l'attendibilità della versione fornita dall'indagato circa la sua estraneità ai fatti. Infatti Ottavio Pelosi, assistito dai suoi legali Michela Pelosi e Raffaele Tecce, in alcune dichiarazioni spontanee rese al magistrato inquirente, ha sempre ribadito la sua estraneità ai fatti contestati. 

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