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Ospedale Moscati di Avellino,
operatore aggredito al pronto soccorso

Domenica 1 Maggio 2022 di Antonello Plati
Ospedale Moscati di Avellino, operatore aggredito al pronto soccorso

Paura e delirio al pronto soccorso dell'Azienda ospedaliera Moscati di Avellino. L'altra sera un uomo, accompagnatore di un degente in attesa di referto, ha prima aggredito verbalmente un'infermiera del triage poi si è scagliato contro un operatore sociosanitario intervenuto a difesa della collega. Dalle parole, purtroppo, si è passati ai fatti. Con l'uomo, originario della provincia di Avellino, che ha stretto al collo l'operatore sociosanitario ed è stato poi immobilizzato dalla guardia giurata in servizio presso il reparto di emergenza.

Momenti di panico al triage tra urla, spintoni e infine l'aggressione brutale all'operatore sociosanitario. La vittima, un 52enne di Avellino, è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari: è stato dimesso poche ore dopo con due giorni di prognosi. 

«Il pronto soccorso di Avellino, al pari di quelli degli altri presidi ospedalieri regionali, è un girone dell'inferno», dice il segretario regionale del Nursind Antonio Eliseo. Il sindacalista ha scritto al governatore Vincenzo De Luca, al direttore per la tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale, Antonio Postiglione, e al presidente della Commissione regionale sanità, l'irpino Enzo Alaia, per chiedere l'attuazione delle linee di indirizzo nazionale in materia di gestione del sovraffollamento dei pronti soccorso.

«Le scene a cui assistiamo quotidianamente - dice Eliseo - sono quelle di pazienti allocati sulle barelle per giorni a causa della perenne carenza di posti letto. Gli spazi sono quasi sempre saturi con distanze minime non garantite e in molti casi i pazienti vengono assistiti su sedie di fortuna a causa dell'esaurimento di tutti i letti e barelle in dotazione al pronto soccorso». Una quotidiana promiscuità tra i pazienti e una conseguente diminuzione della privacy di quest'ultimi, più volte denunciata dalla parti sociali ma rispetto alla quale la direzione strategica dell'Azienda ospedaliera Moscati non ha mai preso provvedimenti.

«Altro dato drammatico - sottolinea Eliseo - sono le aggressioni quotidiane, da parte dei pazienti e dei loro familiari, al personale sanitario». Il NurSind ritiene tutto questo inaccettabile: «Le istituzioni regionali e il Dipartimento della Salute sono, insieme ai management aziendali, responsabili di questi gravi disagi che stanno interessando tutto il territorio regionale».

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Nel dettaglio le criticità riscontrate e portate all'attenzione della Regione: «Mancata stesura dei Piani aziendali di gestione del sovraffollamento in attuazione delle linee di indirizzo nazionali ministeriali sui pronto soccorso datati primo agosto 2019; mancata introduzione dei 5 codici numerici nei Triage ospedalieri in sostituzione dei 4 codici a colore; assenza dei Fast-Track per i codici a bassa priorità; mancata individuazione dei Bed Manager; mancata attivazione, in quasi tutti i pronto soccorso, dei pre-triage nonostante la circolare 7865 del Ministero della Salute del 25 marzo 2020 prevedesse la loro istituzione in tutti i pronto soccorso del territorio nazionale».

Ma c'è dell'altro. Eliseo continua: «Non sono stati ancora introdotti degli algoritmi informatici Nedocs nei piani di gestione del sovraffollamento così non è effettuato il monitoraggio dei tempi medi di degenza dei pazienti che risultano essere superiori alla media nazionale». Altra tegola i posti letto: «Al Moscati di Avellino - sottolineano i segretari territoriale e aziendale del Nursind Romina Iannuzzi e Michele Rosapane - su 620 posti letto dichiarati da atto aziendale ne sono attualmente attivi la metà con il plesso Landolfi di Solofra attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione. Ma è drammatica anche la situazione della rete traumatologica. Per esempio, all'ospedale di Ariano Irpino il reparto di Ortopedia è sottodimensionato con una grave carenza di dirigenti medici ortopedici. Dunque, l'ortopedia del Moscati è l'unica operativa a pieno regime in un territorio di 420 mila abitanti». Circostanza, quest'ultima, che determina carichi di lavoro assurdi per il pronto soccorso di Contrada Amoretta.

Alla luce di tutto ciò, il Nursind chiede: «Un incontro urgente alla Regione allo scopo di proporre soluzioni per contrastare queste gravi problematiche». 

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