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Palazzo Trevisani «riaperto»
dal sindaco e dai condomini

Sabato 30 Aprile 2022
Palazzo Trevisani «riaperto» dal sindaco e dai condomini

Il Comune e i condomini riaprono il portone di Palazzo Trevisani. Ieri mattina il vero e proprio appuntamento con la storia che segna l'avvio dell'iter di riqualificazione dell'edificio settecentesco di Corso Vittorio Emanuele. Del sontuoso Palazzo che un tempo ospitava l'antica e omonima famiglia nobiliare, e che è resistito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale e al terremoto del 1980, almeno all'interno, non resta molto. Ma è abbastanza per immaginare quella riqualificazione che il sindaco Festa ha ordinato 10 giorni fa e che i proprietari, sotto la guida dell'amministratore condominiale, Carmine Antonello Ciccarone, si sono impegnati formalmente a realizzare. Entro 20 giorni la sostituzione del telone esterno con un pannello che raffigura la storica facciata; per settembre, l'avvio del cantiere di restauro.

Nel frattempo, all'interno, le erbacce sono alte, i tre piani sui quali si eleva l'edificio presentano tutte le finestre rotte, senza ringhiere, e sulle arcate non mancano le lesioni. Assi di legno e tubolari danno maggiore sicurezza alle pareti, tutti i locali sono praticamente distrutti. C'è tantissimo da fare per ripristinare i fasti del passato. Anche il giardino esterno è invaso dall'erba alta, ma si può e si deve intervenire.

Aver condiviso questa necessità è già un obiettivo storico. Il sindaco Festa, sul posto con l'architetto Luigi De Cesare dell'Urbanistia, lo sottolinea: «Negli anni precedenti, abbiamo preparato l'iter, i regolamenti e le previsioni urbanistiche. Abbiamo cominciato da Palazzo Trevisani e stiamo per agire a via Tedesco. rivendica E' un'opera coraggiosa, perché, per 40 anni, questa città ha pagato a caro prezzo queste presenze». Il palazzo aggiunge la fascia tricolore - «non sarà riqualificato domani, ma aver trovato la disponibilità dell'amministratore e dei proprietari è un grande risultato». Le condizioni dell'edificio, per il sindaco, sono uno sprone a condurre in porto l'obiettivo: «Oggi siamo finalmente nel Palazzo perché l'abbiamo voluto fortemente. E' un passaggio storico, perché se ne è parlato per decenni, e oggi il traguardo è vicino».

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Non ha dubbi l'amministratore condominiale, Ciccarone, che appena nominato ha impresso un'accelerata evidente alla procedura. «Non si può più perdere tempo. A prescindere dal contenzioso in atto e dalle questioni pregresse, vogliamo affrontare il problema in concreto, mettendo in sicurezza il ponteggio. Abbiamo responsabilità tutti nei confronti di noi stessi e della città ricorda perché qui siamo sulla strada principale di Avellino ed è inaccettabile che il fabbricato sia ancora in queste condizioni anche esternamente». Il nuovo pannello sarà quindi «il segnale che, dopo 50 anni, si muove qualcosa». E allora ecco la road map: «E' mia intenzione utilizzare l'ultimo scampolo del 2022, da settembre a dicembre per avviare il cantiere attraverso il Superbonus. continua l'amministratore Non vorrei dirlo per scaramanzia, ma a settembre puntiamo a dare inizio ai lavori. Lo studio di fattibilità è in dirittura di arrivo assicura e io lo porterò in assemblea appena sarà nelle mie mani. C'è un grande lavoro da fare conclude Ciccarone - ma dobbiamo partire quanto prima». Palazzo Trevisani si appresta a risorgere dalle ceneri di un passato mai dimenticato, e c'è una strategia che finalmente cammina su tutti i buchi neri della città. Ma c'è anche un'altra buona notizia per il salotto buono di Avellino. E' ancora il sindaco Festa, a margine del sopralluogo, a riferirla. Riguarda l'edificio del «Fraps», a poche decine di metri da Palazzo Trevisani, chiuso anni fa perché ritenuto a rischio crollo: «C'è stata l'acquisizione dell'intera area da parte dei privati. Dopo un lungo e difficile iter chiosa Festa abbiamo rilasciato il permesso. L'edificio sarà abbattuto e ricostruito».

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