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Il Quinto Circolo di Avellino ingrana
la retromarcia: stop settimana corta

Mercoledì 21 Settembre 2022 di Alessandro Calabrese
Il Quinto Circolo di Avellino ingrana la retromarcia: stop settimana corta

Il V Circolo Didattico di Avellino fa marcia indietro sulla settimana corta. Ieri pomeriggio la dirigente scolastica Erika Picariello ha convocato i genitori degli alunni presso il plesso Palatucci di via Scandone per comunicare il ritorno dell'orario spalmato sui 6 giorni già a partire da oggi. Una decisione frutto delle lamentele di diverse famiglie nonché di una diffida con l'obiettivo di ripristinare l'organizzazione da sempre vigente nell'istituto. Non è un mio arbitrio afferma la preside ma la presa d'atto che di fronte al mancato raggiungimento dell'unanimità dei consensi sulla variazione prospettata non possiamo fare altro. Esporremmo l'amministrazione a dei contenziosi che, francamente, è meglio evitare.

Pur trovandoci davanti ad una minoranza di contrari nei singoli plessi non posso fare diversamente, in attesa che gli organi collegiali, se lo riterranno opportuno, valutino gli atti da mettere in cantiere per il prossimo anno scolastico quando si potrebbe nuovamente optare per una didattica su 5 giorni. L'importante è che lo si faccia prima delle nuove iscrizioni, in modo da illustrare a tempo debito la situazione ai genitori che sceglieranno la nostra scuola per i propri figli e firmeranno il contratto.

Dunque, al V Circolo Didattico di Avellino, comprendente, oltre alla sede centrale di via Scandone, la scuola Madre Teresa di Calcutta di Rione Parco, la Umberto Nobile di via D'Agostino e l'istituto di Capriglia Irpina, la settimana corta è rinviata al prossimo anno scolastico. Per blindare la procedura avrebbero dovuto essere tutti d'accordo continua Picariello - e io devo proteggere la scuola. So che mi trovo di fronte al paradosso che a prevalere sia la minoranza che minaccia ricorsi, rispetto ad una maggioranza di famiglie favorevoli. Ma non posso farci niente. Magari, se avessimo avuto tempi più lunghi per prospettare la nuova formula ai genitori potevamo riuscirci, allegando anche la più ampia valutazione possibile da parte degli organi collegiali sotto i profili didattico ed educativo. Invece, i tempi dalla proposta lanciata dal Comune di Avellino sono stati troppo brevi e si è prodotto un corto circuito. La consultazione delle famiglie degli alunni, quindi, è diventata fondamentale e questa scelta ha lacerato la comunità scolastica anche per la concorrenza che l'introduzione della settimana corta ha innescato tra i diversi istituti. Se fino a ieri l'orario in vigore al V Circolo Didattico per le elementari è stato 8.20-14.20 dal lunedì al venerdì, da oggi sarà 8.20-13.20 dal lunedì al sabato. Questo per le 30 ore settimanali. Orario diverso per chi fa il tempo pieno e mangia a scuola arrivando a 40 ore settimanali. Il sondaggio promosso per avere un quadro preciso, mentre si effettuavano i passaggi formali con il Collegio dei docenti e il Consiglio d'istituto, ha riguardato, infatti, in particolare i due terzi dei 755 allievi, quelli non interessati al tempo prolungato. Gli esiti complessivi della consultazione si avranno nel giro di un paio di giorni, visto che mancano all'appello ancora numerosi moduli da consegnare. E proprio l'assenza di un risultato generale è stata una delle ragioni dei reclami. Dunque, da una parte i contrari, in numero inferiore, e dall'altra i favorevoli che, a loro volta, protestano per non aver potuto accedere a questa opportunità. Per molti di loro, peraltro, il nuovo sistema è cominciato per i figli più grandi che sono alle medie e questo passo indietro provoca un disallineamento nella gestione dei tempi scuola molto problematica. Per nulla sorpreso della querelle l'assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Avellino, Geppino Giacobbe: Pare che il ricorso sia stato già presentato dichiara - anche se mi risulta che l'80% dei genitori siano d'accordo. È un peccato perché con un pizzico di flessibilità e adattamento la modifica poteva essere accolta anche al V Circolo. Del resto, al momento, nessuna altra scuola che aveva optato per la settimana corta ci ha ripensato. La proposta l'abbiamo lanciata all'inizio di agosto: è vero che al momento dell'iscrizione si parla di 6 giorni ma nella circolare della Regione Campania già dal 2021 si chiarisce che i presidi possono optare per i 5 giorni.

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