VINCENZO DE LUCA

Regionali, anche in Irpinia
è un plebiscito per De Luca

Martedì 22 Settembre 2020 di Livio Coppola

Che Vincenzo De Luca conquistasse la conferma alla Regione c'erano pochi dubbi. E non è una sorpresa il fatto che l'Irpinia, numeri (provvisori) alla mano, abbia deciso di rinnovare con ancora più forza la fiducia al governatore uscente, capace di godere in provincia del sostegno di più di 7 elettori su 10, oscillando addirittura intorno al 75%. Del successo era convinta anche la pletora dei suoi sostenitori locali, in primis i candidati dell'esercito di 15 liste che hanno corredato la ricerca del bis dell'ex sindaco di Salerno. Gli stessi però hanno dovuto passare una notte insonne per conoscere un verdetto che aspettavano con molta più incertezza e con altrettanto trasporto: l'elezione dei quattro consiglieri regionali della circoscrizione avellinese.

Una sfida nella sfida, giocata senza esclusione di colpi proprio nell'affollato centrosinistra deluchiano. Tutti, liste e governatore, vanno oltre il 70 per cento, ma solo con la ripartizione a livello regionale dei seggi i vari esponenti hanno potuto sapere, tra un riposino e qualche litro di caffé, se i quattro posti sono andati tutti alla rinnovata maggioranza o se il gioco dei resti può aver favorito le compagini di opposizione di centrodestra o quella del Movimento 5 Stelle, in assoluto premiate ben poco dall'elettorato irpino. Ma con la legge elettorale non si sa mai.

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Dunque ore di concitazione, in primis nel Pd, alle prese con una sfida interna, sulla carta equilibrata, tra Rosetta D'Amelio, Maurizio Petracca e Michelangelo Ciarcia, che potrebbe veder prevalere, con l'elezione in consiglio, solo uno dei tre. Attesa fervente anche per i renziani di Italia Viva, con in testa l'uscente Enzo Alaia, e per il capolista demitiano Pino Rosato, in testa alla compagine Fare Democratico-Popolari, senza dimenticare i due vertici delle liste deluchiane vere e proprie (Carlo Iannace per De Luca Presidente e Sabino Basso per Campania Libera) e Francesco Todisco, già delegato alle aree interne del governatore, in campo con Democratici e Progressisti. Chi però ha dovuto aspettare con particolare ansia i conteggi è sicuramente Livio Petitto, esponente dem escluso dalla lista di partito e poi andato a capo della compagine «Davvero», di cui. a livello di percentuali risulterà essere di gran lunga il più votato in Campania, con la lista proiettata in Irpinia ai vertici della coalizione. Come gli altri, lega il suo destino al quadro complessivo della ripartizione delle caselle. Una serie di verdetti che ognuno avrà avuto modo di recepire prima dell'alba.
 

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Nel frattempo Vincenzo De Luca, già dal tardo pomeriggio di ieri, si è rimesso al lavoro senza più alcun pensiero di stampo elettorale. La sua squadra ritiene di aver portato l'Irpinia al centro dell'agenda regionale, ma è evidente che nei prossimi cinque anni si debba fare di più e meglio. In primis sulla sanità: la temporanea chiusura del pronto soccorso del presidio Landolfi di Solofra, ora annesso all'Azienda Moscati, grida vendetta. Ai sindaci del territorio è stato assicurato che il reparto di emergenza riaprirà, ma bisogna assolutamente stringere i tempi anche per evitare il sovraffollamento dello stesso Moscati di Avellino. Ancora, c'è da dare un futuro chiaro all'ex ospedale di Bisaccia, oggi ridotto a contenitore di ambulatori e servizi assistenziali vari.

E poi i trasporti: l'elettrificazione della ferrovia Benevento-Avellino-Salerno va completata in tempi accettabili, e contestualmente va arricchito il programma di collegamenti su ferro con Napoli, ad oggi non competitivi. E nel ramo gomma chiarezza va fatta sui destini dell'Air. Il governatore ha parlato del progetto di un'azienda unica regionale di trasporti a Napoli: si estenderà per caso anche in Irpinia? Ma per questo è altri interrogativi ci sarà modo di dibattere senza remore.

Ultimo aggiornamento: 11:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA