Rifiuti, pronta la piazzola dello Stir
ad Avellino: «Non avremo problemi»

Venerdì 6 Settembre 2019 di Alessandro Calabrese
Da domani e fino al 12 ottobre l'attività del termovalorizzatore di Acerra sarà sospesa per permettere la manutenzione straordinaria dell'impianto. Cinque settimane di stop, durante le quali IrpiniAmbiente provvederà a stoccare i rifiuti indifferenziati presso le apposite piattaforme allestite all'interno dell'area dello Stir di Pianodardine.

Stimate 3.000 ecoballe complessive da smaltire presso altre strutture per non ingolfare, alla sua riapertura, quella partenopea.
 
«Se la tempistica fissata e la produzione prevista saranno quelle annunciate spiega l'amministratore di IrpiniAmbiente, Nicola Boccalone sul territorio provinciale non avremo alcun problema. Da giorni siamo pronti ad affrontare questa fase più complicata nella gestione del secco, forti del rispetto delle indicazioni di Provincia e Regione e di un'organizzazione preventiva mirata. Del resto, a questo momento ci siamo preparati anche attraverso un rallentamento cadenzato dei conferimenti ad Acerra. Ciò ci ha consentito di respingere possibili richieste tese all'accoglimento di ecoballe da altre province campane. Cosa che non a tutti è stato concesso in questa prima parte del piano. Sono state premiate la nostra diligenza e l'efficace sintesi istituzionale, capaci di rispondere alle esigenze del sistema. Naturalmente, l'auspicio è che da alert, qual è, questa condizione non diventi un'emergenza».

Proprio per verificare che tutto proceda nel modo programmato, gestori ed enti provinciali campani parteciperanno ad un nuovo briefing a Napoli il prossimo 16 settembre. Una sorta di monitoraggio a 9 giorni dalla chiusura del termovalorizzatore, anche per capire quali margini di flessibilità hanno i singoli territori e controllare i tempi sugli interventi all'impianto. «Si tratta di un appuntamento intermedio continua il manager della società in house di Palazzo Caracciolo per capire come evolve la situazione e se tutti riusciamo a contenere le difficoltà nelle aree di competenza. Ma questa criticità riporta in primo piano il vero problema del ciclo integrato dei rifiuti in Campania e, per quanto ci riguarda, in Irpinia, ossia la necessità di realizzare presto e bene degli impianti di trattamento calibrati sulla produzione della differenziata. Una defaillance alla quale, da tempo, si fa fronte con una solidarietà a livello nazionale che prevede il trasferimento dei nostri rifiuti soprattutto nel nord Italia. Sistema che a noi costa caro perché paghiamo e ringraziamo per portare in questi impianti il materiale necessario a farli funzionare a ciclo continuo».

Una beffa, insomma, che riguarda in particolare l'umido, altra incertezza di questo periodo visto lo scartamento ridotto con il quale le abituali strutture di smaltimento del settentrione stanno assorbendo le quantità prodotte in Irpinia. «Nonostante tutto afferma Boccalone stiamo rispettando contratti e impegni con i Comuni che serviamo in maniera continuativa e completa. La società sta mantenendo fede ai patti con le primarie utenze servite grazie ad un'organizzazione capillare che sta sopperendo alle tante difficoltà. Cerchiamo di sostenere sempre e comunque la domanda, mantenendo il sistema in equilibrio, senza mai derogare a regole e leggi. La capacità di dare risposte si deve misurare solo di fronte all'adempimento di tutti gli obblighi previsti nel settore ambientale, altrimenti la scorrettezza diventa un vantaggio per chi fa come gli pare. Di questo stile ne abbiamo fatto un codice di comportamento e se oggi la nostra è una società efficiente lo deve proprio a un approccio che rende possibile arginare anche questa problematica senza affanni». Ultimo aggiornamento: 10:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA