Romagnuolo stroncato da un malore,
si indaga per omicidio colposo

Venerdì 28 Gennaio 2022 di Katiuscia Guarino
Romagnuolo stroncato da un malore, si indaga per omicidio colposo

Omicidio colposo: è l'ipotesi della Procura della Repubblica del capoluogo per la morte di Luciano Romagnuolo. È stato aperto un fascicolo per fare chiarezza sul decesso del 56enne originario di Altavilla Irpina, che da tempo era senza fissa dimora.

Al momento non ci sono indagati. Dall'ispezione cadaverica da parte del medico legale, Daniela Lucidi, non sarebbero emersi segni di violenza o di caduta. Romagnuolo sarebbe morto a causa di un malore, riconducibile al suo stato di alcolizzato, finendo poi nell'acqua dove è stato ritrovato l'altro ieri mattina dai Carabinieri, all'interno del cantiere di Rampa Santa Maria delle Grazie. La salma è stata liberata e affidata ai familiari per le esequie. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Avellino, guidata dal procuratore Domenico Airoma, sono state delegate agli uomini dell'Arma. Titolare dell'inchiesta è il pubblico ministero Antonella Salvatore. Si procederà ad accertamenti specifici per verificare se c'è stata qualche mancanza da parte di chi avrebbe avuto il compito di tutela e di vigilanza del 56enne.

Da approfondire, dunque, se nel percorso di assistenza ci siano stati degli errori o, peggio, delle omissioni. A rinvenire il corpo senza vita del 56enne sono stati i Carabinieri della Compagnia di Avellino che si erano attivati con le ricerche già da qualche giorno in seguito alla denuncia di scomparsa di Luciano Romagnuolo. Denuncia presentata alla Stazione Carabinieri di Grottaminarda da un amico. Erano le 7 del mattino dell'altro ieri quando è stato rinvenuto il cadavere. Luciano Romagnuolo era riverso in una pozza d'acqua nel seminterrato dello stabile in costruzione, rifugio anche di altri senzatetto. E sempre qui, qualche anno fa, il 56enne era rimasto ferito in seguito a una caduta. A recuperare la salma sono stati i vigili del fuoco del Comando Provinciale di via Zigarelli. Il decesso risalirebbe a quattro giorni fa. Dall'8 gennaio scorso, si era persa ogni traccia. Il giorno precedente era stato ricoverato all'ospedale Moscati: aveva dato in escandescenze prima in piazza Kennedy e poi in via Mancini, tanto da rendere necessario l'intervento della Polizia Municipale e del 118. Di qui, il trasferimento nel nosocomio del capoluogo per le cure del caso. Poi, dopo 24 ore le dimissioni dall'ospedale e il buio assoluto, fino al triste ritrovamento dell'altro ieri mattina.

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Sul caso di Luciano e sulla condizione di tanti invisibili della città, il prefetto Paola Spena ha promosso per oggi un vertice a Palazzo di Governo. «Avevamo già convocato una riunione, anche su richiesta della Caritas, per mettere intorno a un tavolo gli attori istituzionali interessati: amministrazione comunale, servizi sociali, Caritas, Asl e associazioni che possono contribuire a trovare soluzioni migliori spiega il prefetto Purtroppo, a causa del Covid gli spazi che la Caritas aveva messo a disposizione si sono dovuti ridurre. Questo incontro, dunque, serve per provare a mettere a sistema qualche misura d'emergenza, da strutturare poi nel tempo. Serve soprattutto in questo periodo con temperature gelide e condizioni meteo avverse».

Sulla tragica morte di Romagnuolo, il prefetto aggiunge: «Abbiamo accolto tutti con grande dolore la vicenda ed è davvero terribile. In qualche modo mette in gioco i valori affettivi e quello che la società deve fare. C'è stata una certa indifferenza in questa situazione. Cercheremo con questo incontro di stimolare un circuito di collaborazione migliore che possa trovare delle soluzioni prima all'emergenza e poi si possa strutturare con qualche progetto per rendere meno triste la condizione di chi in tante situazioni si trova abbandonato. Gli sforzi forse qualche volta non corrispondono ai bisogni. Bisogna mettere in campo più iniziative per riuscire a coprire meglio le esigenze delle persone», conclude Spena.

E il consigliere comunale Gennaro Cesa sottolinea: «La notizia di Romagnuolo non può non portare ad una riflessione politica profonda sul ruolo dei servizi sociali e più generale sull'attenzione alle fasce deboli che spesso manca. Al di là delle poltrone aggiunge Cesa manca l'attenzione alle piccole cose che incidono fortemente sulla quotidianità dei cittadini».
 

Ultimo aggiornamento: 19:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA