Covid, si torna a scuola in Irpinia:
arrivano tamponi rapidi per i docenti

Venerdì 8 Gennaio 2021 di Flavio Coppola

Tamponi rapidi per i docenti che saranno chiamati al rientro in classe il prossimo 11 gennaio. Il Comune di Avellino ha avviato ieri l'iniziativa dopo un confronto tra l'assessore all'Istruzione, Giuseppe Giacobbe, e i dirigenti scolastici degli asili e delle scuole elementari che, fino alla seconda elementare, ripartiranno con le lezioni in presenza. Ma novità verrebbero anche dalla rimodulazione degli orari delle lezioni.


Giacobbe ha inoltrato ai presidi i modelli che volontariamente gli insegnanti potranno compilare già prima di recarsi presso le tende allestite dal Comune a Campo Genova. Circa 200 i prof che saranno interessati dalla prima ondata di rientri, per 2.000 bambini tra scuola dell'Infanzia e primaria. «Abbiamo avviato un piano di screening con i tamponi antigenici acquistati nei mesi scorsi per assicurare un livello ulteriore di sicurezza. I test spiega Giacobbe potranno essere somministrati a Campo Genova oppure, su richiesta, direttamente nelle scuole».


In tal caso, Piazza del Popolo si è reso disponibile ad inviare i tamponi su richiesta nei plessi pronti a riaprire. A Campo Genova ci saranno due fasce orarie: di mattina, dalle 9 alle 12,45, e di pomeriggio, dalle 14 alle 15,45.
L'area resta accessibile pure per le famiglie e per tutti coloro che vogliano sottoporsi allo screening. Ma nel caso degli studenti è richiesta l'età minima di sei anni. Contatti con alcuni istituti scolastici sono già stati stretti per somministrare i tamponi su richiesta. Disponibilità ribadita dai consiglieri comunali e medici attivi nelle tende del Comune, dove i tamponi eseguiti negli ultimi due mesi sono 3.500 e i positivi stanati 33.


«Abbiamo collaborato con le scuole già nella scorsa primavera con i test rapidi - ricorda l'esponente dell'opposizione nelle file del Pd, Franco Russo - Ora siamo disponibili a stringere accordi per offrire la possibilità di recarci presso le strutture scolastiche. Eseguiremo i test in locali idonei o con il sistema drive in».


L'ente, insomma, si sta impegnando per alzare il livello generale della sicurezza. Ieri pomeriggio, l'ulteriore confronto tra l'assessore Giacobbe e i presidi delle scuole che riapriranno. Al centro del ragionamento, anche il nodo degli orari di ingresso. Non ci sarebbero ancora novità di sorta.


«Stiamo cercando di rimodulare insieme gli orari di ingresso e di uscita - continua l'assessore - perché il 25 gennaio saranno impegnati anche i ragazzi delle scuole superiori e medie».

«Saranno comunque 4.000, pur volendo ragionare sul 50 per cento. Proveremo a differenziare gli orari per non intasare il traffico cittadino», aggiunge.


Ma non è facile. Dopo una vera e propria falsa partenza autunnale, e due mesi di stop, si avvicina dunque l'atteso rientro. La città però è divisa e tante famiglie sono in pensiero per la salute dei propri figli. Giacobbe, dal canto suo, assicura: «Per la verità, noi eravamo in condizione di aprire già il 7 gennaio.
Le scuole sono in ordine, è tutto pronto per condividere con i ragazzi la didattica in presenza. Anche noi abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo. Pure in relazione al nodo trasporti».


Qui i tavoli in prefettura sono stati numerosi. Rispetto alla possibilità di riportare in classe anche gli studenti delle altre classi delle elementari, e poi come avverrà nelle altre regioni d'Italia aprire anche le scuole medie e le superiori, l'assessore all'Istruzione sceglie l'approccio pragmatico: «In un contesto del genere, è importante cominciare a piccoli passi».
Qui chiaramente il pallino è in mano alla Regione. Anche se il sindaco Festa vorrebbe già aprire anche le altre classi delle elementari.


Nel frattempo, l'altra iniziativa a cui lavora l'amministrazione di Palazzo di Città, con i dirigenti scolastici, è la possibilità di istituire la settimana corta anche per le scuole elementari. Non si tratterebbe solo di una suggestione del sindaco Festa: «Studiamo la misura con i presidi. riferisce Giacobbe C'è infatti da capire se sia realizzabile alla luce della didattica e dell'organizzazione interna delle scuole».
 

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