Sidigas, ad Atripalda non c'è intesa
sul futuro dei dipendenti

Giovedì 17 Settembre 2020 di Giovanbattista La Rosa

Si è tenuta ieri ad Atripalda l'assemblea pubblica dei sindacati, per discutere della vertenza Sidigas sulla quale c'e grande incertezza. Ad essere coinvolti sono i lavoratori dell'azienda partenopea ed il futuro di 85 famiglie è a rischio. All'incontro, tenutosi presso il Centro Formazione e Sicurezza, hanno partecipato i rappresentanti sindacali di Uiltec e Feneal-Uil, Ugl, Filca e Femca-Cisl, che hanno incontrato i dipendenti dell'azienda energetica. L'appuntamento è stato necessario per aggiornare i lavoratori sullo stato della vertenza, dopo il meeting avuto dai rappresentanti delle sigle sindacali con i vertici dell'azienda il 14 settembre scorso. L'obiettivo a cui punta la società con quartiere generale a Napoli è cedere definitivamente il ramo d'azienda, fare cassa per pagare i debiti e a dar modo di costituire la «newco» Sidiren. La preoccupazione riguarda ovviamente il futuro dei dipendenti. L'incontro è servito appositamente per fare chiarezza, valutando possibili azioni utili a tutelare i lavoratori. Al momento i sindacati restano fermi sulle proprie posizioni. Senza garanzia per i dipendenti non è possibile trovare alcun accordo. Si può sintetizzare così il pensiero di chi sta cercando di rassicurare i dipendenti. Non è stato possibile trovare una intesa con Sidigas spiegano i sindacati attraverso una nota diffusa al termine dell'assemblea. In più occasioni abbiamo provato ad intraprendere la strada del dialogo. Evidentemente le parti viaggiano su binari opposti. Tutto verte sulla cessione del ramo d'azienda con il passaggio da Sidigas a Sidiren srl. I lavoratori coinvolti nell'area commerciale sono 20. Abbiamo chiesto chiarezza sul futuro dei dipendenti con l' effettivo passaggio nella nuova società e soprattutto le condizioni contrattuali applicate. Con rammarico non abbiamo mai avuto risposte tempestive, né limpide in merito alla ricollocazione dei lavoratori. Ed è questo che ci ha portato verso una trattativa tutta in salita e alla mancata condivisione della cessione di ramo d'azienda. Le organizzazioni sindacali hanno deciso di non condividere un percorso praticamente indefinito, come invece espresso dalla Filtem Cgil, disposta a siglare gli accordi. Un dialogo con l'azienda sarà possibile solo di fronte ad un cambio di rotta ribadiscono - sempre e solo nel rispetto di quei dipendenti che da anni lavorano con serietà e dedizione per quella società, altrimenti - concludono i sindacati - saremo costretti a far sentire la nostra voce nelle sedi opportune. La vertenza Sidigas è di difficile risoluzione. Al momento sarebbe certo soltanto il passaggio di un dipendente alla nuova società, mentre per gli altri regna l'incertezza. Le promesse dei mesi scorsi non sono state mantenute, si era dato per scontata l'assunzione dei venti dipendenti da parte della nuova società, ma i processi si sono rallentati. A quanto pare ora si chiederebbe ai lavoratori di dimettersi, per poi essere integrati nella nuova struttura. Tuttavia non c'è alcuna certezza sul tipo di contratto con il quale verrebbero inseriti. Tanti punti interrogativi su cui urge fare chiarezza secondo i sindacati, nel rispetto dei rapporti contrattuali. A questo punto si attende una risposta da Piazza dei Martiri, là dove l'amministratore Dario Scalella e gli altri vertici dirigenziali dovranno affrontare la questione con la dovuta diligenza, per evitare di arrivare allo scontro. Il tema è senza dubbio delicato. I sindacati si aspettano una nuova convocazione nei prossimi giorni.
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