Stadio, l'Avellino non paga:
«Convenzione da risolvere»

Martedì 19 Novembre 2019
Il Comune ha avviato il procedimento di risoluzione della convenzione con l'Us Avellino. Entro 10 giorni, la società sportiva dovrà pagare per intero i canoni arretrati o si vedrà stralciare l'atto in virtù del quale, dallo scorso giugno, ha in gestione lo stadio «Partenio-Lombardi». Il provvedimento era nell'aria dalla fine della scorsa settimana. Ieri mattina, la firma da parte del dirigente al Patrimonio, Michele Arvonio. Nell'atto, si legge della comunicazione del settore Ragioneria anticipata nelle scorse settimane da «Il Mattino», che informava l'esecutivo sull'ammontare del passivo accumulato dal sodalizio di De Cesare e Mauriello: 76.161,168 euro. Nella determina, si parla apertamente di «omesso versamento dei canoni» e si cita testualmente la convenzione sottoscritta dall'Us Avellino con l'ex commissario, Giuseppe Priolo: «Il mancato pagamento, in tutto o in parte, del corrispettivo alle scadenze mensili - riportava la convenzione - costituirà il concessionario in mora e comporterà l'immediata risoluzione del contratto».

E allora il Comune passa alle vie di fatto. Anche perché - pure questo aspetto viene riportato nelle motivazioni della determina - «il Comune ha avviato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale», ovvero il predissesto, «con conseguente obbligo dei vincoli imposti con l'adesione al Piano di riequilibrio e di conseguente recupero coattivo dei crediti insoddisfatti nei termini stabiliti». Insomma, vietato sgarrare. Così il settore Patrimonio comunica formalmente «l'avvio del procedimento teso alla risoluzione del rapporto contrattuale della concessione e al recupero coattivo dei crediti ad oggi maturati». E stabilisce il suo ultimatum: entro 10 giorni dalla notifica del presente provvedimento, l'Us Avellino dovrà produrre l'avvenuto pagamento per l'importo complessivo. «Pena - si legge - l'emanazione del provvedimento definitivo di risoluzione».

Tanto tuonò che piovve. Dopo aver minacciato il provvedimento nei mesi scorsi, con la dura presa di posizione dell'assessore al ramo, Stefano Luongo, poi congelata, gli uffici di Piazza del Popolo non hanno potuto più tergiversare. La decisione, però, cade in un frangente già drammatico nella vicenda dell'Us Avellino targato De Cesare e Mauriello. E c'è da scommettere che complicherà ulteriormente i giochi. Sul punto, nei giorni scorsi, l'assessore allo Sport, Giuseppe Giacobbe, aveva provato a gettare acqua sul fuoco, per concedere un'ultimissima chance al sodalizio biancoverde. Convinto che non ci fossero molte alternative, tuttavia evidenzia: «Il provvedimento poteva eventualmente essere attuato tra due o tre giorni, magari non subito dopo la sconfitta nel derby di Caserta. In ogni caso, a noi risulta che la società non abbia mai pagato, tantomeno ha prodotto, le fatture relative alle spese di cui parlano. Tra mercoledì e giovedì convocherò la società per comprendere la loro posizione».

Le possibilità che l'Us Avellino passi di mano a strettissimo giro, per l'assessore allo Sport, non spostano invece i termini della questione: «Sono almeno 15 giorni che si parla di cessione, e il Comune non poteva aspettare all'infinito». Con l'iniziativa intrapresa, inevitabilmente, si aprirà una fase di scontro. Soltanto poco più di un anno fa, sotto l'amministrazione Ciampi, il patron di Sidigas, Gianandrea De Cesare, si faceva avanti annunciando 4 milioni di euro di investimenti. Quell'avventura appare vicina ad un burrascoso epilogo. Nel frattempo, l'esponente dell'esecutivo Festa non lesina attacchi anche in relazione alla gestione del «PaladelMauro», che anche domenica scorsa si è rivelato un colabrodo. La pioggia è scesa copiosa anche all'interno della struttura. E Giacobbe, che si riserva ti tornare in giornata nell'impianto per individuare l'origine delle in-filtrazioni, non usa giri di parole: «Questa è manutenzione ordinaria che non è mai stata fatta. È per questo che oggi si è trasformata in manutenzione straordinaria».

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