Bonus facciate e ristrutturazioni, truffa per 15 milioni ad Avellino: 11 indagati e sequestri

Mancavano i requisiti basilari per la giustificazione di spese dalla capacità reddituale alla disponibilità di immobili

La truffa del bonus facciate e ristrutturazioni
La truffa del bonus facciate e ristrutturazioni
Martedì 6 Dicembre 2022, 10:16 - Ultimo agg. 15:04
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Un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip di Avellino è stato eseguito dai finanzieri del comando provinciale di Avellino nei confronti di due società e 11 indagati per i reati di associazione per delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, a seguito della creazione di circa 15 milioni di euro di falsi crediti d'imposta relativi alle spese sostenute per interventi edilizi assistiti dal regime agevolativo dei bonus facciate e ristrutturazioni, in realtà mai avvenuti.

Il sequestro è finalizzato sia ad impedire la monetizzazione di crediti fittizi per 5,5 milioni di euro, ancora non utilizzati e presenti nei cassetti fiscali di alcuni indagati, sia a recuperare le somme ritenute profitto del reato pari a 9,4 milioni di euro. 

Le indagini hanno consentito in una prima fase di identificare sette persone quali primi originatori di crediti d'imposta per un ammontare complessivo di 5,5 milioni di euro, sprovvisti dei requisiti basilari per la giustificazione di spese pari a tale importo (capacità reddituale, disponibilità di immobili, comunicazioni di effettuazione lavori). Per tali crediti illeciti vi è stato un tentativo di cessione non andato a buon fine anche grazie ai controlli svolti dagli uffici finanziari in fase istruttoria. 

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Le successive indagini hanno poi consentito di ricostruire un contesto più ampio, riconducibile ad un gruppo criminale che, attraverso la costituzione di diverse società intestate a «prestanome» con formale sede legale sull'intero territorio nazionale, avrebbe creato, sulla base dell'attestazione di lavori di ristrutturazione e di rifacimento facciate in realtà mai eseguiti, un complesso di crediti d'imposta fittizi per 9.428.597,27 euro, successivamente ceduti a una società con sede operativa ad Avellino, riconducibile ad alcuni degli indagati, residenti in provincia di Avellino. Gli approfondimenti investigativi sono anche il risultato della sinergia istituzionale avviata in virtù di uno specifico protocollo operativo con la Direzione provinciale dell'Agenzia delle Entrate di Avellino.

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