«Urciuoli va espulso», parte
​la denuncia ai probiviri del M5s

Giovedì 1 Agosto 2019 di Edoardo Sirignano
Il caso di Luigi Urciuoli, che nel consiglio comunale dell'altra sera, ha votato le linee programmatiche della maggioranza di centrosinistra, scuote i pentastellati irpini. Scatta immediatamente l'esposto ai probiviri a firma di Ferdinando Picariello innanzitutto, che contesta la violazione del codice etico e dello statuto del Movimento. In sostanza, facendo riferimento allo stesso statuto comunale, ritiene che Urciuoli votando la linee programmatiche, sia di fatto in maggioranza, dunque fuori dal gruppo Cinque stelle.

 

La procedura prevede che l'esposto sia sottoscritto singolarmente ed è stato approntato da un nutrito numero di ex amministratori e candidati del Movimento, da Rita Sciscio, ad Alessandro D'Archi a Francesco Corbo, ma l'elenco va allungandosi di ora in ora. Il primo a commentare in negativo la scelta è l'ex sindaco Vincenzo Ciampi, bocciando la massima di Machiavelli «il fine giustifica i mezzi», esprime il proprio dissenso verso chi nell'assise di martedì ha sostenuto il gruppo, che fino a qualche mese prima, aveva osteggiato il Movimento: «Si è consumato un grave atto di tradimento politico. Gli elettori 5 Stelle hanno votato una visione, un'idea, un progetto nettamente alternativo a quello incarnato dal sindaco Festa, erede e interprete del sistema di potere (ex democristiani e piddini)». Allo stesso modo, però, sottolinea la differenza tra Urciuoli e il suo ex vice sindaco Fernando Picariello, che ha scelto di restare tra i banchi dell'opposizione: «Quando i cittadini ti pongono in minoranza non puoi passare in maggioranza, altrimenti sei un traditore politico. E oggi, con profonda amarezza, mi sento un elettore tradito».
Il sentimento viene enfatizzato anche da altri membri del precedente esecutivo, come l'ex assessore ai lavori pubblici Rita Sciscio che utilizzando il celebre monologo di Blade Runner, sotto la foto di Urciuoli, scrive su facebook: «Ne ho visto cose che voi umani». La deputata Maria Pallini, che sin dal principio aveva manifestato il proprio scetticismo su alcuni nomi della squadra pentastellata alle amministrative, però, non esime da colpe neanche chi nei fatti si era preso la responsabilità di controllare: «Non mi ripeterò dicendo che la modalità di composizione della lista per le comunali di Avellino doveva essere molto più accurata, per usare un eufemismo, al fine di evitare proprio cambi di casacca che fanno molto male al nostro grande progetto di cambiamento nella politica. Mi auguro che in futuro si tenga in debito conto tutto ciò e che si eviti di ripetere errori grossolani».
Il riferimento è probabilmente alle prossime regionali. La deputata sul caso Urciuoli, comunque, sostiene: «Sposare la politica del Movimento non prevede il divorzio breve perché si abbraccia una visione di medio-lungo termine, un programma articolato e di ampio respiro, un modo di pensare, agire e di vivere improntato al valore della coerenza. Quando il mandato elettorale, che resta sacro, ti colloca in una posizione, che nei fatti poi non rispetti, non ci sono argomentazioni che tengano. Trattasi di tradimento. Il Movimento non è un treno su cui salire o da cui scendere a proprio piacimento, in base alle convenienze o sulla scorta di giustificazioni fantasiose che non reggono affatto».
Duro nei confronti della scelta di Urciuoli pure il senatore Ugo Grassi: «Una condotta del genere potrebbe portare direttamente all'espulsione dal Movimento. Ha tradito e si è posto in opposizione ai nostri valori. Le conseguenze saranno evidenti. Si tratta di un comportamento grave perché votare le linee programmatiche è assimilabile a una manifestazione di fiducia nei confronti della maggioranza. La questione sarà sottoposta ai probiviri, che saranno gli unici a decidere le sanzioni da applicare. Stiamo parlando di un modo di agire da non condividere, ma da condannare. Al suo posto, non avrei votato gli indirizzi programmatici della maggioranza». Grassi, al contrario, non scaglia dardi verso chi si è occupato della lista: «Può capitare sempre che la fiducia venga tradita, indipendentemente dalle migliori intenzioni. E' un rischio che può esserci in qualsiasi scelta di candidatura».
La sorpresa, però, è il silenzio sulla vicenda da parte del deputato Michele Gubitosa, che comunque si giustifica dicendo «di non essere aggiornato sulle vicende locali perché impegnato sulla nuova manovra di bilancio», ma soprattutto del sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia. L'esponente del Governo non risponde al telefono e non commenta via social, come invece ha sempre fatto fino a qualche mese fa.
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