I ponti sospesi del Sannio:
«320 in bilico dopo lo screening»

Venerdì 26 Luglio 2019 di Gianluca Brignola
«Dal Cipe è arrivata una buona notizia per i cittadini del Sannio ma la viabilità provinciale presenta innumerevoli criticità per le quali attendiamo risposte dal governo». Così ieri il presidente della Provincia Antonio Di Maria nel commentare la decisione assunta mercoledì, dal Comitato interministeriale per la programmazione economica che ha dato il via libera all'adeguamento a 4 corsie della Statale Telesina per il primo lotto da San Salvatore Telesino al raccordo autostradale di Benevento.
 
«Si tratta di una vera e propria svolta - ha poi proseguito Di Maria - ma è mio dovere sottolineare alcune questioni fondamentali per la sicurezza dei trasporti e per il diritto alla mobilità sulle strade considerate evidentemente appartenenti a qualche campionato inferiore e sulle quali, però, si sviluppano vita, traffici e commerci di questo territorio».

Il riferimento è «alle tante arterie provinciali per le quali lo stesso Governo in carica aveva ormai 11 mesi or sono sollecitato, all'indomani della tragedia del Ponte Morandi di Genova, un urgente check up almeno per quanto concerneva ponti e viadotti, 320 quelli individuati per interventi quantificati in circa 150 milioni di euro. Ricognizione che la Provincia ha curato in tempo reale e trasmesso con altrettanta solerzia senza ricevere alcun riscontro. Lettera morta. Reclamiamo risposte da Roma anche per la Fortorina e per la Benevento-Caserta. Per la prima attendevamo la consegna di alcuni stralci dei lavori in questi giorni, per la seconda abbiamo appreso di recente che i tempi sarebbero stati procrastinati almeno fino al 2022 e parliamo ovviamente della sola procedura propedeutica all'affidamento dei lavori sul tratto casertano. Questi sono argomenti essenziali ed imprescindibili per qualsivoglia strategia di rinascita del Mezzogiorno, delle aree interne collinari e montane ed in particolare del Sannio». Una road map, quella della «Telesina», già tracciata da diversi anni, per una misura vicina ai 460 milioni di euro, che pare aver incrociato un'accelerazione finalmente decisiva in considerazione di uno stato dell'arte arrivato con il tempo ben oltre la semplice emergenza al di là degli interventi di manutenzione straordinaria avviati da Anas nelle scorse settimane per 1,5 milioni di euro su buona parte del versante beneventano del tracciatO. Nei piani del Ministero delle infrastrutture, l'opera giungerà a conclusione in poco più di 5 anni, 1963 giorni di cui 225 andamento stagionale sfavorevole.

«Il governo dimostra che fa davvero sul serio, anche per il Sud - ha commentato il sottosegretario Pina Castiello -. L'elenco degli obiettivi centrati con lo sblocco dei fondi si inserisce, a pieno titolo nella logica della cultura del fare, nella politica dei Si portata avanti dalla Lega di Matteo Salvini». «La sfida è stata finalmente vinta - le parole del segretario provinciale del Pd Carmine Valentino. Gli atti, che sono pubblici, chiariscono senza possibilità di equivoci i meriti del già sottosegretario alle infrastrutture Umberto Del Basso De Caro che in questi anni ha lavorato affinché la progettazione dell'opera, le necessarie ed ingenti coperture finanziarie e il complesso iter procedurale giungessero alla positiva conclusione da tutti sperata». «Un passo in avanti decisivo - ha dichiarato il presidente di Confindustria Benevento Filippo Liverini - per il completamento di un asse viario strategico di collegamento tra Lazio, Campania e Puglia sulla direttrice tra Tirreno ed Adriatico. Riteniamo da sempre che un sistema infrastrutturale efficiente sia precondizione necessaria ed indispensabile per garantire la competitività di un territorio». © RIPRODUZIONE RISERVATA