«Aiuto vogliono spararmi»:
paura al bar ma il killer non c'è

Sabato 4 Maggio 2019 di «Aiuto vogliono spararmi»: paura al bar ma il killer non c'è
Allarme per un giovane che, entrato in un bar, ha raccontato di essere inseguito e ha creato, è il caso di dire, panico e momenti di incredulità e disorientamento tra i presenti. «Mi vogliono sparare, aiutatemi, nascondetemi, chiamate i carabinieri». Così un giovane, verso le 23.30 dell'altra sera, visibilmente concitato, alterato dallo spavento e da una precipitosa fuga, impugnando una pala come arma di difesa, all'improvviso ha fatto irruzione in un noto bar nel centro urbano di San Giorgio del Sannio, lungo il viale Principe Carlo III Spinelli, implorando aiuto. La vicenda, che ha visto protagonista P.D., un 31enne originario di Benevento, ma residente nella provincia di Roma, aveva comunque avuto un prologo in un altro locale cittadino, in viale Aldo Moro, con lo stesso rituale e creando la stessa tensione. Ovviamente nel secondo bar, che è molto frequentato dai giovani, si sono vissuti attimi di concitazione, terrore e incredulità, ma uno dei titolari ha avuto la freddezza e la prontezza di far mettere in sicurezza i clienti e lo stesso uomo che si sentiva minacciato. Poi ha subito chiuso la porta d'ingresso del bar, chiedendo l'intervento dei militari dell'Arma. «In certi momenti dice il titolare del bar bisogna mantenere la calma e pianificare ogni possibile e positiva soluzione. Ero in mezzo a due fuochi, se non tre: garantire la sicurezza dei nostri clienti che sono prima di tutto nostri amici, poi badare all'uomo e vincere la paura di tutti. Avevo già pronta una via di fuga se fossero subentrate delle complicanze. Ma fortunatamente il provvidenziale intervento dei carabinieri ha posto fine a ogni preoccupazione ed ansia».

 
I SOCCORSI
Sul posto è, infatti, arrivata una pattuglia dei carabinieri, con mitra spianati e giubbotti antiproiettile, che hanno poi provveduto a degli accertamenti per capire cosa stesse succedendo. La situazione è tornata presto sotto controllo e l'uomo che si sentiva braccato è stato condotto in caserma per essere interrogato. Subito avviate le indagini. A un primo riscontro degli inquirenti non sarebbe stato trovato né l'uomo che avrebbe inseguito il giovane né tantomeno l'arma. Molto confuse e contraddittorie, se non inconsistenti, sono apparse alcune esternazioni dell'uomo che avrebbe tirato in ballo non meglio definite questioni di donne. Alquanto strano e inconsueto appare il fatto che il giovane potesse o volesse tentare di difendersi semplicemente con un badile da un ipotetico aggressore/omicida, del quale, però, non v'è traccia. Fatto sta che quando in paese, in mattinata, si è sparsa la voce dell'accaduto, si sono rincorse varie ipotesi sul movente che avrebbe spinto qualcuno a inseguire il trentunenne, sempre che ciò corrisponda al vero.
Qualche incallito giocatore ha pure giocato al Lotto, interpretando la fuga, il nascondino, la pala, il caffè e, ovviamente, la paura che fa 90! Vedremo dalle prossime estrazioni se l'uomo, dopo il caos di una serata, sarà riuscito a portare fortuna a qualche sangiorgese che ha giocato i numeri della Smorfia napoletana.
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