Appia «killer», la mossa dei sindaci:
«Installare subito nuovo autovelox»

Domenica 19 Gennaio 2020 di Maria Tangredi
«Non è facile in questo momento prendere la parola perché umanamente non ci sono parole e neppure servono per una tragedia così forte». Sono state queste le prime parole dell'arcivescovo di Benevento, monsignore Felice Accrocca, che ha celebrato i funerali di Maurizio D'Avola, il 48enne investito giovedì mattina poco distante dal suo negozio di biciclette lungo la statale 7 Appia. Due comunità, quella di Tufara Valle e di Montesarchio, che ieri pomeriggio si sono strette intorno alla moglie e ai quattro figli dell'uomo in una chiesa gremita. Tanti amici e conoscenti ma soprattutto un paese che seppure diviso tra cinque comuni (Montesarchio, Ceppaloni, Roccabascerana, San Martino Valle Caudina, Apollosa) e due province si è ancora una volta ritrovato unito. Accrocca nell'omelia ha fatto riferimento al Vangelo e ai due discepoli smarriti dopo la morte del Signore. «Anche allora - ha detto - fu una morte violenta di una persona giovane. Ma è in questi momenti che il Signore dà la forza e il coraggio a chi ha perduto una persona cara. Serve la forza e il coraggio di andare avanti. Anch'io sono stato segnato nella mia vita da un evento del genere con la perdita di mia madre anche se con dinamica diversa e oggi non mi sento di fare il maestro dall'altare. A voi tutti sento solo di dire di andare avanti e non far morire la speranza. Ci auguriamo che eventi del genere non si verifichino».

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Poi ricordando Maurizio e per come gli è stato descritto, «una persona buona, solare, socievole, capace di relazionarsi con tutti» ha ripetuto l'importanza del bene e di fare del bene anche donando un semplice sorriso. «Questo è ciò che ci porteremo, e non ci verrà tolto, soltanto il bene che abbiamo fatto non altre cose». Parole, quelle di Accrocca, che la famiglia di D'Avola aveva già fatto proprie. E infatti padre Albert Mwise che aveva voluto la presenza dell'arcivescovo e che le esequie fossero celebrate nella frazione che ormai aveva adottato D'Avola, al momento dell'offertorio ha chiesto di «essere generosi. La famiglia - ha detto padre Albert - non ha voluto fiori ma solo offerte, il ricavato sarà devoluto in beneficenza». In chiesa molti cittadini avevano appuntata sul petto una coccarda verde, «simbolo della speranza - ha sottolineato padre Albert - ma una speranza che deve diventare certezza affinché non assisteremo mai più a una tragedia come questa».

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Alle esequie presenti anche i sindaci dei cinque comuni e alcuni amministratori che in una nota congiunta firmata da Franco Damiano, Roberto Russo, Ettore De Blasio, Pasquale Pisano e Marino Corda, rispettivamente primi cittadini di Montesarchio, Roccabascerana, Ceppaloni, San Martino Valle Caudina e Apollosa, hanno chiesto un tavolo tecnico in prefettura a Benevento alla presenza anche dei responsabili dell'Anas. Un incontro per trovare soluzioni a una statale sempre più pericolosa. Russo poi evidenzia che il suo comune ha più volte presentato richieste all'Anas «ma a oggi non siamo riusciti ad avere risposte. Per questo ora è urgente un tavolo tecnico in prefettura». Tra qualche giorno intanto nel territorio di San Martino sarà installato un autovelox fisso. Invece De Blasio, nel territorio di competenza di Ceppaloni, ha potenziato e ampliato la pubblica illuminazione. «Spesso in quel tratto - dice - si restava anche al buio e quindi non era sicuro né per i pedoni né per gli automobilisti. Siamo riusciti già ad attuare questo progetto, ma ora dai tecnici e dagli esperti aspettiamo il suggerimento di soluzioni che garantiscono la sicurezza ai pedoni, magari anche realizzando qualche sottopassaggio». Intanto nei prossimi giorni il comitato cittadino tornerà a riunirsi e chiederà un incontro con i sindaci. © RIPRODUZIONE RISERVATA