Asl di Benevento, budget esauriti
ora incubo liste d'attesa

Sabato 2 Ottobre 2021
Asl di Benevento, budget esauriti ora incubo liste d'attesa

Ancora non è cominciato l'assalto ai centri diagnostici accreditati da parte dell'utenza che, dal 15 e dal 23 ottobre, dovrà fare a meno delle prestazioni gratuite nelle strutture private per la diagnostica per immagini e di laboratorio. Tuttavia, i laboratori privati sono già pronti a dover svolgere il doppio del lavoro nelle settimane precedenti alle date fatidiche in cui non potranno più garantire prestazioni gratuite. «L'esaurimento dei tetti di spesa dice Luca Milano, medico di famiglia e vicepresidente dell'Ordine rappresenta sicuramente un disagio per i pazienti che potranno rivolgersi solo alle strutture pubbliche per fare gli esami di cui necessitano. Il problema non si pone, o meglio, è più stemperato per le analisi di laboratorio, che hanno costi più ridotti, ma si avvertirà con maggiore incidenza per la diagnostica radiologica che ha costi decisamente elevati. Molti dei nostri pazienti sono costretti a rinunciare alle cure e a rimandare gli esami al 2022 e al nuovo stanziamento della Regione. Ormai da molti anni, di fronte alle nostre prescrizioni, gli assistiti rispondono candidamente di non potersi permettere esami a pagamento e di voler attendere il nuovo anno». La soluzione alternativa sarebbe il servizio pubblico, prenotando le visite all'Asl o all'ospedale Rummo ma facendo i conti con le liste di attesa che, invece, sono quasi nulle nei centri accreditati. Quindi, la stragrande maggioranza dei pazienti preferisce aspettare il primo gennaio, data di ripristino delle attività nelle strutture private.

Intanto, l'Asl ha già definito i tetti di spesa 2021/2022 per l'erogazione delle prestazioni nei centri di emodialisi accreditati del territorio, per un totale di 5,6 milioni. Nello specifico, i fondi saranno suddivisi tra cinque strutture: al centro «Padre Pio La Peccerella» sarà destinata la somma di 1,8 milioni; l'emodinamica e nefrologia «G.B. Morgagni», avrà un budget di 1,1 milione; il centro «Erredial srl» avrà a disposizione 405.000 euro; il centro «Neoren srl» potrà fare affidamento su 1,2 milioni; l'«Amb emodialisi Sannio medica srl» su un milione.

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Sul fronte vaccini, ieri sono state somministrate 700 dosi sull'intero territorio provinciale, tra prime, seconde e terze dosi, facendo così giungere il totale a 403.830 vaccini. «La mia idea - dice Giovanni Ianniello, presidente dell'Ordine dei medici è sempre stata quella di effettuare la terza dose a tutti gli operatori sanitari, insieme agli over 80, partendo dalle categorie più a rischio, per evitare che si possano creare le stesse difficoltà affrontate nella prima e nella seconda ondata della pandemia. Sebbene, insieme ai pazienti fragili, agli ospiti delle Rsa e agli over 80 sia previsto l'inizio della campagna vaccinale per gli operatori sanitari al di sopra dei 60 anni, la nostra federazione è convinta che la terza dose dovrebbe essere somministrata a tutti gli operatori del settore a prescindere dall'età per azzerare il rischio di contagio».
Infatti, il governatore De Luca, proprio ieri, ha stabilito che l'inoculazione della terza dose al personale sanitario potrà essere effettuata contemporaneamente a quella degli over 80 perché, in questa fase, l'organizzazione degli hub vaccinali è ormai rodata e può sostenere un afflusso di popolazione sicuramente molto meno elevato rispetto alla marea di persone vaccinate fino a luglio. Sul prossimo futuro, Ianniello è abbastanza ottimista in quanto è convinto che l'autunno e l'inverno saranno meno impegnativi dell'anno scorso, anche se è ancora necessario tenere alta la guardia.

Stazionario il numero degenti al Rummo con 9 ricoverati e senza nessun accesso per Covid negli ultimi 5 giorni. Scendono anche i contagi sul territorio che, in base al bollettino della protezione civile sono solo 4. Sembrano essere sotto controllo anche i mini cluster che si erano sviluppati ad Airola, Sant'Angelo a Cupolo, San Bartolomeo in Galdo e Foiano: negli ultimi giorni non sono emersi nuovi positivi. Dopo una prima fase di recrudescenza dei contagi sul territorio provinciale con l'aumento dei ricoveri in ospedale per contrastare sintomi più importanti della malattia, la curva pandemica è in leggero calo.
 

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