Bct, scintille sul drive-in:
no all'idea ticket nei negozi

Mercoledì 3 Giugno 2020 di Paolo Bocchino

È uno degli eventi più attesi dell'anno, se non il più atteso. In pochi anni il festival Benevento Cinema Televisione ha scalato le gerarchie della popolarità mietendo successi di partecipazione inimmaginabili. E anche l'annus horribilis 2020 non passerà senza Bct grazie alla tenacia resiliente del patron Antonio Frascadore e del suo team di collaboratori che hanno allestito un programma totalmente riscritto dalla pandemia ma non azzerato. E quasi fosse un tributo da pagare al buon esito, ogni stagione del festival è preceduta da un'anteprima polemica. Quest'anno il trailer con scintille riguarda il drive in, originale prologo della quarta edizione che farà rivivere in città le atmosfere fifties d'oltreoceano con proiezioni di pellicole in piazza Cardinal Pacca a beneficio di cinefili in auto. Uno dei tanti scotti del Covid-19 che non sembra però minare l'interesse che accompagna la kermesse. Ed è da un «eccesso» di attenzione che scaturisce l'ultimo dissidio a tema consumatosi nelle scorse ore.

Nell'ambito delle iniziative varate per risollevare la categoria duramente provata dalla pandemia, Confcommercio e Unitalia imprese, che, tra l'altro, in una nota esprimono apprezzamenti per l'ordinanza con la quale Mastella ha consentito la vendita dei «beni usati» nei mercati rionali a condizione che abbiano idonea certificazione a garanzia dell'avvenuta sanificazione, lanciano una proposta agli esercenti beneventani: perché non provare a intercettare i flussi di pubblico calamitati dal Bct? E dettagliano anche una possibile traccia operativa: acquistare i ticket delle proiezioni per farne omaggio ai clienti degli esercizi di vicinato a fronte di una spesa minima da stabilire. La classica promozione che punta nel caso specifico sulla voglia di divertimento e di normalità che manca quanto gli incassi. Il sondaggio lanciato via mail sortisce un buon riscontro da parte degli operatori di settore e il presidente di Confcommercio Nicola Romano passa alla fase due: contatto telefonico con l'assessore Oberdan Picucci con richiesta di incontro allo staff del Bct. L'opera di mediazione fallisce però sul nascere: i vertici del Festival non danno l'ok al confronto e a Picucci non resta che comunicare a Confcommercio e Unitalia l'esito infausto del tentativo. «Una risposta che rispettiamo in quanto pienamente legittima - dice Romano con aplomb britannico - Il nostro era semplicemente un modo per innestare le istanze di rilancio economico della città, sempre più pressanti e accorate, sul notevole appeal di una manifestazione che anno dopo anno si conferma la più apprezzata del panorama cittadino. E quanto accaduto non cambia il nostro giudizio. Probabilmente si sarebbe rivelata una collaborazione virtuosa e proficua sia per i commercianti che rivolgevano l'invito, sia per il team organizzativo. Ma non ci resta che augurare in bocca al lupo al Bct». Savoir faire che non cancella però una punta di veleno nella coda: «Avendo rifiutato la collaborazione dei commercianti che Confcommercio e Unitalia rappresentano in misura largamente maggioritaria - chiosa Romano - mi attendo che per coerenza il Bct non chieda sostegni economici alla Camera di Commercio che, è bene ricordarlo, è la casa delle imprese e degli esercenti beneventani, non degli amministratori pro tempore».

Auspicio destinato a cadere nel vuoto stando alla replica schietta e diretta di Antonio Frascadore: «È vero che ho rifiutato l'incontro con Confcommercio ma ciò non equivale affatto a un diniego nei confronti dei commercianti verso i quali c'è stata e ci sarà sempre la massima apertura. La questione di fondo non è la bontà della proposta lanciata, nel cui merito non entro, ma la rappresentatività del proponente. Senza nulla togliere, Confcommercio non può pretendere di rappresentare l'intero universo dei commercianti della città. Il dialogo con segmenti o individualità del comparto, che non escludiamo, è cosa diversa dalla interlocuzione con gli enti istituzionalmente preposti. E l'ente di rappresentanza per antonomasia è la Camera di Commercio. Così come va dato atto al sindaco Mastella e al Comune di averci creduto pure nei momenti più difficili incoraggiandoci a non mollare e a presentare il Bct anche in questo incredibile 2020». Respinta al mittente dunque anche la «diffida» dal presentare richieste di contributi all'ente camerale: «Non vedo perché non dovremmo - commenta Frascadore - La Camera di Commercio ci è stata vicina dalla prima edizione, è tra i nostri partner storici così come lo sono singole attività commerciali. Da ente di promozione del territorio ha compreso che gli eventi e la cultura sono l'anima e non un accessorio, soprattutto per città come Benevento che hanno grandi margini di valorizzazione. Noi ci muoviamo in questa ottica e la linea che seguiremo anche quest'anno non avrà nulla a che vedere con l'episodio verificatosi con Confcommercio».

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