Benevento con il mal d'aria,
scatta (anche) l'allarme ozono

Domenica 28 Luglio 2019 di Paolo Bocchino
C'è un nuovo nemico per i polmoni beneventani. Neanche il tempo di gioire per la temporanea quiete sul fronte polveri sottili e bisogna fronteggiare una ulteriore aggressione alla salubrità dell'aria respirata in città. Si chiama ozono e da giorni fa sentire la propria presenza attraverso i bollettini dell'Agenzia regionale di protezione ambientale. Livelli molto elevati di O3, come viene definito in sigla l'inquinante, si sono registrati nelle ultime ore nelle due postazioni di Santa Colomba e Ponte Valentino, le sole che ne rilevano la presenza essendo invece quella di via Mustilli disabilitata per il parametro.
 
A Benevento l'Arpac ha accertato il superamento del tetto massimo di legge già in 10 giorni, tutti nel periodo estivo. Picchi particolarmente accentuati negli ultimi due giorni. Venerdì il contatore è salito fino a quota 192 microgrammi per metro cubo d'aria infrangendo la soglia di tollerabilità che l'Arpac, con interpretazione molto estensiva, fa scattare dai 180 microgrammi contrariamente a quanto indicato dall'Organizzazione mondiale della Sanità che raccomanda di non andare oltre i 100.

In sintonia il ministero della Salute che nelle Linee guida emanate il 16 luglio scrive: «Recenti evidenze epidemiologiche hanno dimostrato che l'esposizione a breve termine ad ozono può determinare un rischio di effetti acuti sulla salute umana. È stato stimato che in Europa l'ozono è responsabile di 21.000 morti premature e 14.000 ospedalizzazioni per cause respiratorie dovute ad esposizioni superiori ai 70 microgrammi». Problematica che del resto si era manifestata anche lo scorso anno e sempre nel periodo estivo, come testimonia il dossier «Mal'Aria» di Legambiente che ha inserito Benevento tra i 53 capoluoghi italiani affetti da «ozonite» con 27 giornate annue di superamento nel 2018. «Secondo i dati Ispra - rileva l'ente ecologista - dopo il particolato l'ozono è l'inquinante atmosferico che per tossicità e per i livelli di concentrazione che possono essere raggiunti incide maggiormente sulla salute umana con seri danni anche all'ecosistema, all'agricoltura e ai beni materiali. È un sottoprodotto della combustione, in particolare dei motori diesel. Le conseguenze per le persone esposte alle alte concentrazioni sono problemi di tipo cardiocircolatorio e respiratorio che, per alcuni soggetti particolarmente sensibili come anziani e bambini, possono portare anche alla morte».

Chiaramente non è il caso di scatenare allarmismi ingiustificati. La rete dei controlli sul territorio è articolata e non esistono condizioni di pericolo imminente, ma senz'altro il fattore ozono va monitorato con attenzione per i rischi di lungo periodo che può comportare anche in considerazione della irrisolta questione polveri sottili che va a integrare un mix davvero poco benefico per i beneventani. Lo conferma Domenico Farina, funzionario dell'unità operativa Reti di monitoraggio del dipartimento Qualità dell'aria dell'Arpac: «Sia per le polveri sottili che per quanto riguarda l'ozono, Benevento sconta principalmente la propria peculiare posizione orografica che favorisce il ristagno degli inquinanti. Sul piano del monitoraggio stiamo provando a dotare la città di strumentazione tecnica aggiornata. Le centraline di Ponte Valentino e Santa Colomba risalgono al 2007, quella di via Mustilli è di tipo Swam S1 del 2015. Abbiamo presentato richiesto di finanziamento in Regione per un allineamento degli strumenti, siamo in attesa delle risultanze». © RIPRODUZIONE RISERVATA