Sistema Benevento, appalti pilotati:
riflettori su ditte e liti nella Provincia

Domenica 28 Novembre 2021
Sistema Benevento, appalti pilotati: riflettori su ditte e liti nella Provincia

Operazione «Megalodonte». Così è stata definita dai carabinieri che hanno condotto le indagini sulle irregolarità nelle gare di appalto affidate dalla Provincia e dal Comune di Buonalbergo. Un nome che richiama una specie di squali estinti, noti per i grandi denti. Il Gip Loredana Camerlengo, dopo gli interrogatori calendarizzati per venerdì scorso per gli otto tra politici, funzionari e tecnici agli arresti domiciliari (ha risposto alle domande solo Mario Del Mese, mentre il presidente della Provincia Antonio Di Maria ha rilasciato dichiarazioni spontanee respingendo le accuse), domani ascolterà i dieci destinatari delle misure interdittive che prevedono il divieto di contrattare per un anno con la pubblica amministrazione. In pratica coloro che avevano un ruolo nelle ditte che beneficiavano degli appalti.

Il fascicolo processuale è composto da 10mila pagine, in cui viene fotografato anche uno spaccato di quella che è l'attività dei due enti locali. Infatti nelle tante intercettazioni telefoniche effettuate con strumenti tradizionali e il trojan, vengono fuori anche degli scontri tra alcuni dirigenti. Ma in queste divergenze non si sono ravvisati elementi tali da far scattare la contestazioni di reati. E molte delle intercettazioni provengono dal tanto discusso trojan, inserito nel telefonino in dotazione a Nicola Laudato, finito ai domiciliari e ritenuto dall'accusa come colui che svolgeva un'attività di intermediazione tra il dirigente della Provincia e sindaco di Buanalbergo Micheleantonio Panarese e le varie ditte. Inoltre, sempre secondo l'accusa, nel 2019 Laudato aveva costruito una società, la «Five engineering» di cui era amministratore e Panarese socio occulto. Ora martedì proprio questi rapporti tra Laudato e i rappresentanti delle varie ditte saranno al centro degli interrogatori.

L'indagine suscita anche prese di posizioni. In una nota il gruppo «Guardia sei tu» replica al sindaco di Guardia Sanframondi, Raffaele Di Lonardo, intervenuto nella vicenda, ricordandogli che i fatti contestati «riguardano l'Amministrazione che ha governato fino all'agosto 2020, va pertanto ricordato che l'attuale primo cittadino, per anni vice sindaco di Panza, era all'epoca ancora membro di maggioranza della Amministrazione che oggi critica. Va rimarcata la questione più importante: Panza (come sottolineato dal Mattino, ndr) non è stato destinatario di alcun avviso di garanzia né il suo nome è emerso nella conferenza stampa di Procura e carabinieri. È solo emerso che le indagini sono ancora in corso. Il gruppo consiliare deve perciò stigmatizzare ogni politica che si ispira alle illazioni e al disprezzo degli avversari».

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Il deputato del M5S Pasquale Maglione ha annunciato di aver presentato un'interrogazione al Viminale. Il pentastellato ritiene che il «Sannio in questi giorni è scosso da eventi che non è possibile sottovalutare. È per questo che ho ritenuto necessario depositare un'interrogazione al ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, chiedendo di verificare se sussistono pericoli di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti affidati dagli enti locali, interessati dalle notizie trapelate dalla stampa. La situazione è estremamente delicata e la politica, con gli strumenti utili a far valere le proprie prerogative deve dare un segnale forte di presenza e reazione». Maglione scrive di aver fatto presente al ministro «eventi che hanno coinvolto, seppur indirettamente, esponenti politici locali a partire dalla notizia dell'arresto dell'imprenditore casertano Giuseppe Diana, ritenuto affiliato al clan dei casalesi, e dei rapporti dei fratelli Diana con Aldo Patriciello, imprenditore ed europarlamentare di Forza Italia dal 2006, affinché venisse promossa nell'Agro aversano la candidatura della beneventana Mariagrazia Chiusolo, adesso assessora a Benevento, all'epoca candidata alle elezioni europee. Al ministro ho chiesto di approfondire la vicende affinché vengano attuati tutti quei provvedimenti necessari per tutelare l'interesse pubblico». Su questo argomento l'assessora Molly Chiusolo, estranea all'inchiesta così come Patriciello, aveva sin da subito parlato di «illazioni vergognose» e ribadito che «in nessuna maniera la mia persona può essere associata a esponenti della malavita».

Ultimo aggiornamento: 20:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA