Arco di Traiano, nodo sicurezza:
prende quota l'ipotesi recinzione

di Nico De Vincentiis

Stavolta si fermano. Poche ore. Ma quando lo fanno lanciano un segnale alla difficile costruzione della città eco-storica, quella che vorrebbe guardare più avanti. A tirare un sospiro di sollievo per lo stop imposto alle auto a causa dell'ennesimo sforamento dei livelli di polveri sottili nell'aria sarà l'Arco di Traiano. Ogni giorno quei gas di scarico ne compromettono la salute, ne deturpano l'immagine. Ma è solo una delle componenti di rischio alle quali il monumento è sottoposto. «L'Arco va tutelato in maniera più efficace afferma Simone Foresta, responsabile archeologico per la Soprintendenza dell'area beneventana -. Se i fattori di rischio dovessero permanere saremo costretti a recintare il monumento».

Naturalmente gli attentati all'Arco sono trasversali. «Il nostro compito - prosegue Foresta - è vigilare per tutelarlo e valorizzarlo, ma servono azioni congiunte e progetti. Abbiamo presentato nuovi esposti alla Procura, ai carabinieri e alla polizia municipale per cercare di frenare le aggressioni quotidiane che vanno dai bambini che giocano al pallone ai vandali scriteriati, dai rischi dovuti al traffico (inaccettabile intorno a un monumento di così straordinaria importanza), all'instabilità degli alberi».
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Domenica 18 Novembre 2018, 12:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP