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Benevento, bimbo morto:
è caccia all'oggetto che lo ha ucciso

Lunedì 31 Gennaio 2022 di Luella De Ciampis
Benevento, bimbo morto: è caccia all'oggetto che lo ha ucciso

È arrivata ieri pomeriggio nella sala mortuaria del «Rummo» la salma del piccolo G., il bimbo di cinque mesi morto per emorragia cerebrale nel reparto di terapia intensiva neonatale dell'ospedale pediatrico «Santobono» di Napoli, dove era stato tentato un intervento chirurgico per arrestare l'emorragia. Nella giornata di oggi il pm Maria Gabriella Di Lauro procederà alla scelta dei periti che affiancheranno il medico legale Emilio D'Oro nell'esame autoptico che, quasi certamente, si farà mercoledì. Il team che eseguirà l'autopsia sarà costituito da un neurochirurgo e da un neonatologo in grado di fornire informazioni più dettagliate sulle reazioni dei bambini molto piccoli ai traumi che, per alcuni aspetti, si differenziano da quelle degli adulti, a causa di una morfologia diversa, strettamente legata al fattore crescita.

Gli inquirenti non stanno lasciando nulla di intentato per arrivare a dare risposte esaurienti alla vicenda che ha avuto un epilogo tragico e scioccante, seppure non del tutto inatteso, considerate le condizioni disperate in cui era arrivato al «Rummo», a distanza di nove giorni dal primo ricovero al «Fatebenefratelli», da dove era stato dimesso.

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In quest'ottica, ieri, i carabinieri del comando provinciale di Benevento hanno ascoltato altre persone informate sui fatti o che potrebbero esserlo: gli amici di famiglia, i vicini di casa e alcuni medici che hanno avuto modo di visitare il bambino nel corso del passaggio da una struttura ospedaliera all'altra. Allo stato attuale, la situazione, sul fronte delle indagini, è rimasta immutata. Sabato sono stati ascoltati per 5 ore consecutive, come persone informate sui fatti, la mamma del piccolo (il padre non è nelle condizioni per poter essere in casa), la zia e il marito di quest'ultima che convivono nello stesso appartamento e che hanno confermato la versione dell'incidente fortuito, ovvero di un colpo accidentale sulla testa del neonato. L'esame autoptico, dunque, sarà mirato anche ad accertare la forza con cui è stato inferto il colpo alla testa del piccolo e se sia compatibile con un'emorragia tardiva, successiva al grave trauma cranico evidenziato dalla Tac effettuata al «Rummo», oltre che con la violenta emorragia cerebrale provocata. È chiaro che è di vitale importanza stabilire se si sia trattato di un'emorragia tardiva, subentrata a distanza di nove giorni dal colpo ricevuto e dal momento del primo ricovero al «Fatebenefratelli», avvenuto domenica 16, oppure se si sia verificato qualsiasi altro evento traumatico prima del trasporto del piccolo al pronto soccorso del Rummo, martedì 25, dove è arrivato in coma score. Le indagini sono concentrate anche sull'oggetto che avrebbe provocato un trauma cranico così grave. Da qualsiasi angolazione si osservi la questione, si arriva sempre allo stesso punto: l'esame autoptico farà chiarezza su molti aspetti da definire, dando modo di stabilire cosa sia realmente accaduto. Ma non è da sottovalutare neppure l'attenta analisi delle cartelle cliniche acquisite dagli inquirenti nei tre ospedali in cui il bambino ha transitato tra domenica 16 e venerdì 27 gennaio, giorno del decesso. Proprio le cartelle cliniche potranno fornire elementi utili a ricostruire l'odissea vissuta dal piccino negli ultimi 11 giorni della sua brevissima vita.

Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio, 20:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA