Benevento, occupato il Comune:
ex consorzi rifiuti: stallo nelle assunzioni

Mercoledì 29 Luglio 2020 di Paolo Bocchino

Hanno atteso qualche giorno per riportare al centro della scena tutta la loro rabbia. Da ieri mattina i lavoratori ex Consorzi occupano Palazzo Mosti decisi a non andar via se non a fronte di precise rassicurazioni sulle assunzioni all'Asia. Oggetto del contendere sono ancora una volta le procedure concorsuali che dovrebbero portare all'ingresso a tempo indeterminato nell'azienda del Comune di Benevento di 53 unità provenienti dai disciolti enti di bacino.

La realtà si è rivelata però molto meno generosa nei confronti degli ex dipendenti Bn1, Bn2 e Bn3: su 30 posti da autista, soltanto 2 proverranno dagli organici che fino al 2010 hanno effettuato la raccolta differenziata nei comuni sanniti. Fatali le 6 bocciature su 8 partecipanti alla prima prova d'esame. E tutto, a detta dei lavoratori, lascia presagire che analogo epilogo sortirà anche la seconda tranche concorsuale riservata ai 23 addetti allo spazzamento. Tutti, in teoria, da prelevare esclusivamente dalle piante organiche dei Consorzi, così come sancito dalla legge regionale 14/2016 che prevede il ricollocamento prioritario obbligatorio per la categoria. Ma il fresco precedente del concorso per autisti proietta ombre foschissime sulla selezione per i netturbini che a giorni entrerà nel vivo.

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«Se questi sono i presupposti vogliamo che il concorso venga bloccato e si ridiscutano i termini di svolgimento per garantire la effettiva applicazione della norma regionale» hanno chiesto gli operatori che, dalle prime ore di ieri, presidiano la sala consiliare del capoluogo. Un drappello di una decina di unità, delegazione rappresentativa del più vasto mondo di disagio sotteso alla più lunga vertenza occupazionale del Sannio: dieci anni in attesa di una ricollocazione che continua a non arrivare. E proprio quando sembrava essersi finalmente materializzato un appiglio con i 53 posti in palio all'Asia, la doccia gelata delle bocciature in massa ha spento gli entusiasmi e riacceso gli animi. È questo il clima nel quale da ieri mattina i lavoratori occupano il parlamento civico. Ricevuta dapprima rassicurazione per un incontro in tarda mattinata con il sindaco Mastella, gli autori della protesta sono stati poi raggiunti dal dirigente Gennaro Santamaria e dall'ufficiale della polizia municipale Francesco Del Gaudio che hanno informato della impossibilità a raggiungerli del primo cittadino. Forfait che ha alimentato inevitabilmente i malumori con momenti di acceso confronto tra Santamaria e Tommaso Zembla, uno degli occupanti. «Ho provato a spiegare con estrema civiltà che il sindaco non avrebbe potuto raggiungerli a causa di impegni ma che li avrebbe incontrati in una data da concordare - spiega il dirigente comunale -. Mi è stato impedito, rifiutandosi nei fatti a quel confronto che, a parole, si chiede». Confronto che c'è stato invece, del tutto a sorpresa, con il primo cittadino di Airola Michele Napoletano: «Mi trovavo a Palazzo Mosti per altri motivi e ho provato a fare da paciere, abituato come sono ad affrontare quotidianamente i problemi». Parti che restano dunque lontanissime, dopo che nei giorni scorsi era fallito anche il tavolo in prefettura con i sindacati Filas e Cnal.

Intanto sul fronte rifiuti si registra la recrudescenza di una vecchia problematica: «L'abbandono indiscriminato di materiali d'ogni tipo presso gli ecopunti si è aggravato - rivela l'amministratore di Asia Donato Madaro -. Pertanto, d'intesa con il sindaco Mastella, accelereremo l'installazione di sistemi di videosorveglianza nei siti più critici. A regime tutte le aree di conferimento saranno recintate con accesso riservato ai soli residenti». A colpire sono anche le modalità di espressione del fenomeno: nei pressi dei cassonetti stradali sono stati ritrovati fondi di magazzino, ingenti scorte alimentari evidentemente avariate, materiali d'ogni tipo. E non consola granché sapere che spesso si tratta di inciviltà in trasferta nel capoluogo sannita: «Abbiamo potuto constatare - riferisce Madaro - che l'abbandono incontrollato di rifiuti è messo in atto soprattutto da persone che provengono da comuni dell'hinterland. Una situazione non più tollerabile, se consideriamo gli sforzi fatti dalla città per raggiungere l'attuale, ottimo 65% di differenziata».

Ultimo aggiornamento: 18:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA