CORONAVIRUS

Benevento, l'ultimo saluto a don Raffaele:
addio al parroco ucciso dal Coronavirus

Venerdì 5 Novembre 2021 di Michele Di Maina
Benevento, l'ultimo saluto a don Raffaele: addio al parroco ucciso dal Coronavirus

Il dolore collettivo a Paupisi è immane. Perfino il cielo non trattiene le lacrime, scroscianti e inarrestabili. È piovoso e tetro, infatti, il pomeriggio celebrativo dell'addio del parroco di Paupisi don Raffaele Pettenuzzo alle vicende terrene, stroncato dal Covid-19 dopo essere rimasto contagiato anche l'anno scorso. Ma nulla può arginare il suo popolo, non solo paupisano, a essere presente, nello struggente momento dell'estremo saluto. Niente può fermare l'affettuoso anelito plenario verso l'uomo e il sacerdote, amato e rispettato dai fedeli locali e anche da una pletora di persone che, dai comuni limitrofi e da ogni dove, si recava costantemente a chiederne consiglio e conforto, pure per situazioni non correlate alla fede. Don Raffaele si è caratterizzato per la sua personalità iconica intrisa di cultura ed empatia verso il prossimo. E la sua gente, per tributarne i dovuti onori alle esequie, sfida senza remore le intemperanze atmosferiche e gremisce la piazza antistante la sede municipale di Paupisi e la chiesa di Santa Maria del Bosco. In questo spazio all'aperto, si svolge la funzione liturgica che precede la successiva tumulazione della salma nel cimitero comunale paupisano.

L'arcivescovo metropolita di Benevento, monsignor Felice Accrocca, inizia la sua toccante omelia commemorativa. «La morte terrena apre alla vita eterna - esordisce il presule - Ci rimettiamo dinanzi al Signore, alla sua immensa bontà, alla sua infinita misericordia. Don Raffaele è stato una colonna portante della predicazione di Dio. Si è distinto per le sue rilevanti doti umane e per la sua capacità di esercitare il suo ministero pastorale. Un uomo di grandissima intelligenza e cultura, una persona di stile. Ora brilla nella gloria del Signore, che è sicuramente fiero e orgoglioso di lui». Accrocca rivela: «Sono stato costantemente in contatto con don Raffaele, durante tutta la sua vicenda di salute correlata al Covid. È stato stoico ed eroico, ha lottato fino alla fine, con grande coraggio e dignità granitica. E, contestualmente, con la sua solidissima fede in Dio, nella consapevolezza che la volontà del Signore è sempre suprema. Dico ai familiari e a tutti voi di stare tranquilli, poiché don Raffaele è in paradiso e ci aiuterà anche da quel soave luogo a raggiungerlo un giorno, ovviamente quando la volontà divina deciderà in tal senso». 

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La pioggia a tratti sembra placarsi, per poi riprendere. Il cielo continua, dunque, il suo pianto a dirotto. Prova, intanto, a trattenere la propria commozione il sindaco di Paupisi, Antonio Coletta, che ha proclamato il lutto cittadino. La sua voce, però, tradisce l'emozione. «In realtà, ci sarebbe spazio solo per il silenzio - dice il primo cittadino paupisano -. Il groviglio di sentimenti mi imbriglia, ma provo a superare l'impasse. Don Raffaele è stato il nostro pastore per oltre diciassette anni, io sono sindaco da circa sette anni e mezzo. Era amato da tutti. Per motivi istituzionali, quindi, ci siamo ritrovati ripetutamente in contatto. Era il classico uomo tutto di un pezzo, che non scende mai a compromessi. Ho sempre avuto per lui la massima stima e un rispetto infinito, era una persona e un prete di valore assoluto. Ricordo che in un paio di occasioni abbiamo avuto momenti che io definisco ironicamente di amichevole discussione, e cioè nel senso di alcune incomprensioni. Ma, puntualmente, dopo un paio di settimane, il mio telefono squillava e sentivo il suo vocione bonario chiedermi come stavo. Penso che questo aneddoto sia sufficiente ad argomentare chi era». La pioggia prosegue il suo scrosciare, anche all'epilogo dei saluti a don Raffaele, l'amico comune, il confidente di tutti, una persona dotata di umanità esemplare.

Ultimo aggiornamento: 17:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA